Colonografia TC

Sono disponibili i primi risultati dello studio Save (pdf 83 kb), iniziato nel 2013 e promosso dall’Università di Firenze con il coordinamento dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica e la partecipazione di un’azienda privata (Im3D SpA), ha coinvolto circa 16 mila cittadini tra i 54 e i 65 anni residenti a Firenze:

  • circa 2600 persone sono state invitate a effettuare una colonografia TC con preparazione intestinale leggera
  • circa 2600 persone sono state invitate a effettuare una CTC con preparazione standard
  • circa 1100 persone sono state invitate a sottoporsi a una colonscopia tradizionale (CO)
  • circa 9700 sono stati invitati al test di screening standard (test del sangue occulto fecale).

Dai primi dati emerge che l’adesione della popolazione è più alta nel gruppo invitato a fare il test per il test del sangue occulto fecale (50,4%), in confronto con l’adesione delle persone invitate alla colonscopia virtuale (con preparazione ridotta pari a 28,1%, con preparazione standard pari a 25,2%), mentre molto bassa è risultata la risposta all’invito a fare una colonscopia tradizionale (solo il 14,8%). È tuttavia importante far notare che la capacità di diagnosticare lesioni significative (tumori o adenomi avanzati) è stata molto maggiore nel gruppo che ha fatto la colonscopia virtuale rispetto a quello che si è sottoposto al FIT.

Leggi anche il comunicato stampa (pdf 57,5 kb) della rivista Journal of the National Cancer Institute che ha pubblicato i primi dati dello studio.

Un secondo studio, Proteus (pdf 63 kb), conferma l’accettabilità e l’accuratezza diagnostica della TCT in un setting di screening e suggerisce possibili scenari di utilizzo della TCT. Lo studio, finanziato dalla Regione Piemonte e dalla fondazione CariVerona, con la partecipazione di un’azienda privata (Im3D SpA), è stato condotto a Torino, Biella, Novara e Verona tra il 2011 e il 2013, con il coordinamento del servizio di Radiologia dell’Irccs di Candiolo (Torino) e del Cpo Piemonte. Hanno collaborato inoltre i servizi di Radiologia delle Università di Torino e Verona, le Asl di Biella e Novara, l’Aou Maggiore della Carità di Novara, l’Ulss 20 di Verona, l’Azienda Ospedaliera Integrata di Verona.