screening colorettale

2014

  • I numeri del cancro in Italia 2014 (pdf 1,7 Mb). Il documento, aggiorna i dati sulla patologia oncologica nel nostro Paese. Le evidenze mostrano una riduzione della mortalità e un forte aumento delle diagnosi di tumore al polmone tra le donne (in quasi vent'anni si è registrato un aumento del 61%). 
  • Multitarget Stool DNA Testing for Colorectal-Cancer Screening (N Engl J Med. 2014 Mar 19). Commento a cura di Grazia Grazzini: segnaliamo un recente articolo comparso sul New England Journal of Medicine a cura di Imperiale et al (Imperiale TF, Ransohoff DF, Itzkowitz SH, Levin TR, Lavin P, Lidgard GP, Ahlquist DA, Berger BM. N Engl J Med. 2014 Mar 19. Multitarget Stool Dna Testing for Colorectal-Cancer Screening). Si tratta di uno studio svolto su un’ampia casistica di soggetti sottoposti a colonscopia in cui vengono confrontate le performance di un test basato sul Dna fecale e di un test immunochimico per l’emoglobina umana. Lo studio è di grande rilevanza in quanto, a differenza degli studi precedenti, i dati di sensibilità per cancro e lesioni benigne avanzate del Dna test sono molto incoraggianti, ma gravate da una specificità sub ottimale. Come sottolineato anche nell’editoriale pubblicato su Nejm (Robertson DJ, Dominitz JA. Stool Dna and Colorectal-Cancer Screening. N Engl J Med. 2014 Mar 19), la possibilità che questa metodica possa diventare applicabile nello screening del carcinoma colo-rettale dovrà essere valutata alla luce di altri determinanti, quali i costi, l’intervallo di screening, la fattibilità organizzativa del nuovo test e l’adesione della popolazione invitata allo screening. 
     

2013

  • Rapporto nazionale Passi 2012. On line i capitoli dedicati agli screening cervicalemammografico e colorettale Passi è un sistema di sorveglianza sullo stato di salute della popolazione adulta italiana condotto attraverso un'indagine campionaria.
  • Rilevazione dei cancri di intervallo e stima della sensibilità dei programmi di screening colorettale. A cura del Gruppo di lavoro Giscor sui cancri di intervallo e la stima della sensibilità (Epidemiol Prev 2013; 37 (2-3), marzo-giugno).  Con questo manuale, il Giscor fornisce agli operatori uno strumento per facilitare e rendere omogeneo il monitoraggio dei cancri di intervallo (Ci). La loro rilevazione è indispensabile per valutare la sensibilità dei programmi di screening, cioè la proporzione dei cancri presenti diagnosticati. In genere, agli occhi dell’opinione pubblica, i Ci assumono un significato negativo, di grave errore del programma. In realtà, la loro rilevazione è indispensabile per evidenziare eventuali limiti organizzativi, tecnici e professionali e per contenere il più possibile la percentuale di falsi negativi (quindi di Ci), aumentando così la qualità del programma stesso.

2012

  • I numeri del cancro in Italia 2012. In Italia, tra le persone colpite da tumore, la sopravvivenza a 5 anni è dell’87% per la neoplasia al seno, del 58% per il tumore colorettale (negli uomini, mentre nelle donne è il 57%), dell'88% per la prostata e per il polmone del 12% tra gli uomini e del 16% tra le donne. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “I numeri del cancro in Italia 2012” redatto da Aiom e Airtum in collaborazione con il Ccm del ministero della Salute.
  • Rassegna delle migliori linee guida sugli screening oncologici. Il lavoro, realizzato nell’ambito del Piano nazionale screening, rappresenta uno strumento aggiornato e metodologicamente affidabile attraverso cui orientare il personale impiegato nell’organizzazione dei programmi di screening. Tra gli obiettivi di questo progetto: la ricerca sistematica delle migliori linee guida pubblicate, l’analisi della loro qualità e la presentazione dei risultati della valutazione comparata.
  • Clin Gastroenterol Hepatol. 2012 Jun;10(6):633-8. Epub 2012 Mar 15. High rate of advanced adenoma detection in 4 rounds of colorectal cancer screening with the fecal immunochemical test. Crotta S, Segnan N, Paganin S, Dagnes B, Rosset R, Senore C.
    Il commento di Grazia Grazzini: Segnaliamo ai nostri lettori questa pubblicazione. Si tratta di un’analisi dei risultati di 4 round di screening basati sul test immunochimico  per la ricerca del sangue occulto fecale (Fit), svolto in alcuni comuni della Valle d’Aosta. Nonostante la limitata dimensione della popolazione oggetto dell’intervento, sono da segnalare gli elevati livelli di partecipazione e l’alto tasso diagnostico per le neoplasie coliche registrato in questa esperienza, in particolare per gli adenomi avanzati. Per quanto riguarda invece il tasso diagnostico per gli adenomi avanzati, come sottolineano anche gli autori, esso si mantiene elevato nel corso dei round; nel lavoro viene perciò discusso il ruolo della sensibilità cumulativa del Fit per gli adenomi e di una conseguente possibile riduzione di incidenza del cancro colorettale. L’articolo è corredato da un editoriale di van Rossum L. che, commentando i risultati di questa esperienza, riflette sulle possibili strategie di screening basate sul Fit ed espone anche due originali ipotesi di studio che sono in procinto di partire in Olanda (Clin Gastroenterol Hepatol. 2012 Jun;10(6):570-2. Epub 2012 Mar 20. Colorectal cancer screening: how to stop a moving target. van Rossum LG).
  • Rapporto Passi: screening colorettale. Nel periodo 2010-2011, il sistema di sorveglianza Passi, rileva che il 37,6% delle persone di 50-69 anni di età ha eseguito uno degli esami per la diagnosi precoce dei tumori colorettali a scopo preventivo, in accordo con le raccomandazioni. L’adesione allo screening avviene nella quasi totalità dei casi nell’ambito di programmi organizzati e scarsamente su iniziativa personale. L’offerta non è però ancora presente su tutto il territorio nazionale né tantomeno è omogenea. È quindi necessario estenderla e incrementare la copertura nella popolazione, in particolar modo nelle Regioni meridionali dove meno di una persona su 6 fa prevenzione del tumore del colon-retto.
  • Overutilization of post-polypectomy surveillance colonoscopy in clinical practice: A prospective, multicentre study, Radaelli F, Paggi S, Bortoli A, De Pretis G; on behalf of Italian Association of Hospital Gastroenterologists (Aigo), Dig Liver Dis. 2012 Sep;44(9):748-753. Epub 2012 May 22. Questo articolo affronta un argomento di particolare attualità: l’appropriatezza del follow-up colonscopico dopo polipectomia. La valutazione è stata condotta attraverso una raccolta prospettica su quattro settimane consecutive, coordinata dall’Associazione italiana dei gastroenterologi ospedalieri (Aigo) in 29 centri endoscopici italiani. I risultati, purtroppo attesi, indicano un tendenziale sovra utilizzo degli esami colonscopici sia per quanto riguarda gli intervalli, sia per i criteri (anche soggetti con lesioni a basso rischio vengono inseriti in protocolli di sorveglianza). La questione non è solo un problema di appropriatezza (gli inutili esami a cui vengono sottoposte le persone) ma ha anche un forte impatto di sovraccarico sulle strutture e di assorbimento delle risorse. Un dato incoraggiante è la constatazione che all’interno dei programmi di screening la probabilità di ricevere un protocollo appropriato di sorveglianza sia doppia rispetto all’esterno. Questo però non deve nascondere l’evidenza che anche nei programmi di screening si tende a fare un uso eccessivo della sorveglianza colonscopica. Sono dunque sicuramente da sottoscriversi le conclusioni degli autori sulla necessità di interventi in grado di migliorare l’adesione alle linee-guida e ridurre gli esami non necessari nella sorveglianza post polipectomia.
  • Metodi per aumentare la partecipazione ai programmi di screening oncologici, a cura di Paolo Giorgi Rossi, Laura Camilloni, Carla Cogo, Antonio Federici, Eliana Ferroni, Giacomo Furnari, Livia Giordano, Grazia Grazzini, Anna Iossa, Beatriz Jimenez, Mauro Palazzi, Fabio Palazzo, Teresa Spadea, Carlo Senore, Piero Borgia, Gabriella Guasticchi. Epidemiol Prev 2012; 36 (1) genn-febb: uno dei fattori che maggiormente influenza l’efficacia dei programmi di screening oncologici nel ridurre la mortalità e/o la morbosità per tumore è la partecipazione della popolazione. Infatti è necessario raggiungere alti tassi di partecipazione per ottenere un significativo impatto sulla salute della popolazione coinvolta. Questo obiettivo deve essere raggiunto favorendo una partecipazione informata dell’individuo che, prima di aderire, deve essere messo a conoscenza dei benefici, dei limiti e degli svantaggi del programma di screening. Questa revisione sistematica ha sintetizzato le evidenze scientifiche sui metodi per aumentare la partecipazione agli screening per il cancro di cervice uterina, mammella e colon retto. Il lavoro ha individuato diversi interventi che si sono dimostrati efficaci in tutti i contesti, alcuni dei quali con minimo impatto economico e organizzativo.
  • Guaiac based faecal occult blood testing for colorectal cancer screening: an obsolete strategy?, Young GP, Fraser CG, Halloran SP, Cole S. Gut. 2012 Jul;61(7):959-60. Epub 2012 Feb 16. Lo studio torna sull'argomento della scelta della tecnologia per la ricerca del sangue occulto fecale nello screening dei tumori colorettali. Questo tema ha visto il nostro gruppo fortemente impegnato in uno sforzo di ricerca volto a superare i limiti dei test al guaiaco ed è approdato alla scelta convinta della superiorità delle performances dei test immunologici. La mole di evidenze accumulate in tal senso potrebbe far apparire anacronistica la presa d'atto contenuta in questo lavoro. In realtà questo assunto è tutt'altro che scontato in considerazione del fatto che alcuni programmi di screening (come il programma nazionale britannico) si avvalgono ancora del vecchio guaiaco. Alla luce dei dati esistenti quest'ultima scelta appare sempre più difficilmente giustificabile.

     

     

    2011

  • Confronto survey Ons e Passi (pdf 10 Mb): Scopo del lavoro, presentato alla XII Conferenza nazionale di sanità pubblica nell’ottobre 2011, è confrontare le stime di copertura degli esami di screening raccomandati (mammella, cervice e colon) ottenute dalla survey Ons con quelle che derivano dal sistema di sorveglianza Passi. Leggi anche il rapporto nazionale Passi 2010, dove sono disponibili i capitoli dedicati agli screening cervicale, mammografico e colorettale. La pubblicazione fornisce un quadro sull’utilizzo dei test preventivi sia nel contesto che al di fuori dei programmi di screening.
  • Sistema nazionale Passi 2010: a cura del Sistema di sorveglianza Passi. Nel 2010, sulla base dei dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi, il 36% delle persone intervistate nella fascia di età 50-69 anni ha riferito di aver eseguito un esame per la diagnosi precoce dei tumori colorettali a scopo preventivo, in accordo con le raccomandazioni (ricerca del sangue occulto fecale (of) negli ultimi due anni, oppure colonscopia negli ultimi cinque anni).

2010

2009

  • Raccomandazioni per la determinazione del sangue occulto fecale (Sof) nei programmi di screening per il carcinoma colo rettale – Metodo immunologico (pdf 1,5 Mb): gruppo di lavoro del primo livello – area di laboratorio del Giscor, Epidemiologia e prevenzione, 2009; 33 (4-5) suppl 3: 1-16. Manuale operativo rivolto agli operatori sanitari che promuove le buone pratiche di laboratorio e fornisce indicazioni utili sia per la fase pre-analitica sia per l’utilizzo degli indicatori di qualità e di processo, in grado di monitorare l’andamento del test e dell’intero programma.
  • Europe needs to intensify and double cancer screening, concludes Commission report: comunicato con cui la Commissione europea sottolinea la necessità di intensificare e raddoppiare i programmi di screening oncologici. Attraverso una descrizione della situazione e delle carenze constatate, la relazione contribuisce a rinnovare l'impegno di fare dello screening del cancro al seno, del cancro del collo dell'utero e del cancro colorettale una misura fondamentale e un investimento ai fini di ridurre l'influenza del cancro nell'Unione europea. Leggi la traduzione in italiano sul sito della Commissione europea.

2007

2006

  • American Cancer Society Guidelines for the Early Detection of Cancer: Robert A. Smith, Vilma Cokkinides, Harmon J. Eyre. CA Cancer Journal for Clinicians 2006 56;11-25. Linee guida dell’American Cancer Society in cui vengono illustrate alcune raccomandazioni utili per l’individuazione precoce dei tumori.
  • English Pilot of Bowel Cancer Screening: an evaluation of the second round (pdf 1,8 Mb): David Weller, Sue Moss, Piers Butler, Christine Campbell, Derek Coleman, Jane Melia, Roma Robertson. Final Report to the Department of Health, febbraio 2006 (versione riveduta e corretta nel mese di agosto 2006). In questo report sono disponibili i risultati emersi nella seconda fase del progetto pilota inglese sugli screening, i dati sulla sensibilità degli screening della prima fase e il loro impatto sui servizi sanitari.

2004

2003

2002

  • Screening for Colorectal Cancer: Recommndation and Rationale: U.S. Preventive Services Task Force. Annals of Internal Medicine 2002, luglio 16:129-31. L’articolo raccoglie le raccomandazioni della U.S. Preventive Services Task Force circa gli screening disponibili per la prevenzione del tumore colorettale e le evidenze scientifiche. Inoltre aggiorna le 1995 raccomandazioni contenute nella seconda edizione di “Guide to Clinical Preventive Services”.

2000

1999

Risorse utili