Caso Cochrane

Il caso Cochrane con l’espulsione di Peter Gøtzsche dalla prestigiosa organizzazione internazionale dedicata all’avanzamento della evidence based medicine, cui sono seguite le dimissioni di altri sei membri del comitato direttivo,  è stata al centro di numerosi interventi per tutto il mese di settembre, riuscendo a fare capolino in alcuni quotidiani (Wired e Il Manifesto).
Ad aprire la strada del comitato direttivo verso questa scelta è stata la dura critica di alcuni membri, Gøtzsche, Jefferson e Jørgensen, su BMJ alla recente revisione sistematica su efficacia e sicurezza del vaccino HPV (Luca de Fiore – Associazione Alessandro Liberati, Network italiano Cochrane - ricostruisce nel dettaglio la vicenda).

In Italia, in particolare Scienza in Rete ha dato spazio a diversi commenti:

  • Eugenio Paci, epidemiologo fra i protagonisti con Gøtzsche della controversia sulla mammografia di screening, si sofferma sul rischio di polarizzazione del dibattito che la vicenda lascia emergere.
  • Diversi autori del Network Cochrane Italiano offrono il proprio punto di vista sui mutamenti che stanno intervenendo nell’organizzazione.
  • Intervista a Tom Jefferson, autore insieme a Peter Gøtzsche e Lars Jørgensen della critica alla revisione Cochrane sui vaccini HPV.

Un articolo di Roberta Villa su Strade online offre ulteriori riflessioni sull’impatto che questa situazione potrebbe avere a livello di fiducia verso le istituzioni scientifiche e ai processi di costruzione di verità in questo particolare frangente.

Infine, tornando all’oggetto dichiarato della controversia, i vaccini anti-HPV, segnaliamo un articolo con i dati sulla diffusione, in calo, in Italia: http://www.repubblica.it/oncologia/prevenzione/2018/07/24/news/hpv_il_vaccino_e_sicuro_ma_poco_usato-202536389/