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Le 100 domande sull’Hpv: novità e sfide (a cura di Anna Iossa)

L’aggiornamento 2018 del documento congiunto del Gruppo italiano screening cervicocarcinoma (Gisci) e dell’Osservatorio nazionale screening (Ons) “Le 100 domande sull’Hpv”, è disponibile sul sito del Gisci. La prima versione del documento è stata realizzata nel 2007 da un gruppo di lavoro che ne garantisce ancora oggi un aggiornamento periodico, necessario per un tema in continua evoluzione come quello dell’Hpv. Il progetto “Le 100 domande sull’Hpv” è nato con l’obiettivo di garantire un’informazione di qualità a utenti e a operatori della sanità sul tema dell’Hpv.
Parlare di Hpv, infatti, ancora oggi, non è facile perché il tema è legato a due sfide comunicative importanti: le malattie sessualmente trasmesse e i tumori. Trovare in rete un’informazione di qualità e in lingua italiana sul papillomavirus non è semplice e le 100 domande si sono rivelate uno strumento utile per rispondere alle esigenze conoscitive delle donne e degli operatori.

Come sono strutturate
Le 100 domande sono formate da tre documenti: le informazioni brevi, un documento approfondito per utenti e un documento per operatori, e trattano argomenti relativi all’infezione da Hpv, al test Hpv nello screening e alla vaccinazione per Hpv.
Alcune informazioni sul virus Hpv: informazioni brevi per le utenti, che sono state scritte sulla base dei risultati della revisione dei materiali informativi usati per le donne invitate a fare un test Hpv di triage delle Ascus nello screening citologico di Firenze. L’indagine è stata condotta mediante sei gruppi focus con utenti che, dopo aver letto i materiali, hanno dato indicazioni utili per la revisione e individuato ulteriori quesiti da approfondire. Dall’indagine qualitativa è emerso che le informazioni sul papillomavirus umano diventano comprensibili solo quando sono sintetiche, contengono pochi termini tecnici, e sono concentrate sugli aspetti essenziali della sequenza infezione-cancro. Le utenti hanno sottolineato la necessità di avere indicazioni su come fare per ottenere informazioni più approfondite.
Il secondo e il terzo documento contengono, rispettivamente, le informazioni più approfondite per utenti e le informazioni per gli operatori. Entrambi i materiali sono stati redatti da un gruppo di lavoro formato da operatori sanitari con diverso profilo professionale. Il gruppo ha risposto alle domande formulate dalle donne coinvolte nei gruppi focus e ne ha aggiunto delle altre emerse dall’indagine qualitativa. Il documento informativo specifico per gli operatori è complementare ma più approfondito rispetto ai due documenti per le utenti. Le 100 domande forniscono agli operatori informazioni utili per comunicare con le donne sull’Hpv. Infatti, l’informazione scritta non è mai sostitutiva di una buona comunicazione interpersonale, ma complementare a essa.
Dal 2007 le 100 domande sono state aggiornate 9 volte. Inoltre, nel 2008 e nel 2009 le informazioni brevi sono state testate in altri tre gruppi focus con utenti.
La difficoltà del lavoro è stata quella di coniugare la correttezza dei contenuti con la loro rilevanza per i destinatari (utenti e operatori) e la loro comprensibilità da parte di questi ultimi.

L’ultimo aggiornamento: cos’è cambiato?
L’aggiornamento di quest’anno, oltre ad aver introdotto nuove domande, ha approfondito in particolare la sezione sui vaccini per Hpv. Da maggio 2007 è infatti disponibile il vaccino e da gennaio 2008 è partita la vaccinazione gratuita per le ragazze nel 12° anno di vita. I dati del ministero della Salute, aggiornati al 2015, mostrano tuttavia una percentuale di copertura vaccinale in lieve diminuzione (rilevazioni 2014 della corte 2000: 1 dose, 75,2%, ciclo completo 70,8%; rilevazioni 2015 della corte 2001: 1 dose, 73,1%, ciclo completo 70%).
L’aggiornamento riguarda non solo la prevenzione primaria con vaccino Hpv, ma anche la prevenzione secondaria basata sul Pap test e sul test Hpv. Il test Hpv è stato introdotto nello screening negli ultimi anni sia come test di screening primario che come test di follow-up. Il test Hpv si è dimostrato, infatti, più efficace del Pap test nel prevenire il carcinoma della cervice uterina e per questo motivo il piano nazionale di prevenzione 2014-2018 prevede entro il 2018 il passaggio, progressivo e programmato, dal Pap test al test Hpv come test primario per le donne dai 30-35 anni.
Dai dati Passi 2014-2017 risulta che in Italia 8 donne su 10, fra i 25 e i 64 anni, si sottopongono a scopo preventivo allo screening cervicale, all’interno di programmi organizzati o per iniziativa personale. L’adesione all’invito per il 2016, nell’ambito dei programmi di screening organizzati, è stata invece del 40,3% per lo screening con Pap test e del 51,5 % per lo screening con test Hpv. Le 100 domande possono aiutare le donne, abituate da più di 40 anni a fare il Pap test, a comprendere il significato del test Hpv e il nuovo modello organizzativo dello screening con questo tipo di test.