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Rapporto 2019

Il Rapporto Ons 2019 è disponibile in versione dinamica nelle pagine del sito dedicate (Rapporto Ons 2019) e in versione scaricabile (pdf.1Mb).

Dati e commenti si riferiscono all’attività svolta dai programmi di screening nel 2018 e, come di consueto, mostrano l’andamento dei tre programmi di screening accompagnati dall’approfondimento dei dati forniti dalla sorveglianza di popolazione Passi:

Se l’analisi dei dati è costruita e fruibile nelle modalità abituali, lo stesso non poteva essere per il commento introduttivo. Consapevoli che “le riflessioni che hanno caratterizzato tutti i rapporti precedenti (…) sembrano lontanissime rispetto alla cesura rappresentata dall’epidemia Covid-19”, Marco Zappa, direttore dell’Osservatorio che ha da poco annunciato il proprio ritiro dal servizio attivo, e Paola Mantellini, che subentra nella carica, si sono soffermati sull’analisi della situazione attuale. Durante l’emergenza, in cui gli screening oncologici sono diventate attività differibili nella programmazione sanitaria regionale, l’Osservatorio ha intrapreso una serie di attività per monitorare e indirizzare i processi di chiusura e i successivi riavvii. L’insieme di queste esperienze, in particolare le Linee guida per la riapertura e per la comunicazione, sono consultabili nella sezione Ons per la ripartenza.

Per quanto riguarda i dati riferiti al 2018, invece, essi confermano i leggeri progressi nello sviluppo dei programmi organizzati, pur confermando il divario fra Centro, Nord e Sud. In termini assoluti, nel 2018 ci sono stati più di 14 milioni di inviti (14.393.496 quasi 350.000 inviti in più rispetto al 2017) e più di 6 milioni e 300mila test (6.336.579, cioè 50.000 test in più rispetto al 2017).

Delle donne invitate, il 54% ha aderito allo screening mammografico rispetto al 56% del biennio precedente. Una leggera flessione si è registrata anche nello screening cervicale (dal 39,9% del 2017 al 39,6% del 2018), mentre continua progressivamente ad aumentare il numero di persone che partecipa allo screening colorettale, con l’adesione che passa dal 40,8% del biennio 2016-2017 al 42,3% del 2018.