Accesso agli screening - Alessandra Barca

Alessandra Barca – Regione Lazio

30 settembre 2014 – Sebbene i dati più recenti evidenzino la progressiva diffusione dei programmi di screening su tutto il territorio nazionale, rimangono ampi spazi d’intervento per fasce di popolazione che, per determinate condizioni di fragilità sociale o di salute, hanno difficoltà nell’accesso ai programmi di screening. Studi recenti indicano che le donne con problemi di salute mentale, in particolare quelle con diagnosi di schizofrenia, mostrano un ricorso significativamente più basso allo screening mammografico. Tra i fattori che ostacolano il loro accesso ai programmi di screening vi sono, da un lato la paura e l’imbarazzo legati all’effettuazione di tali screening, dall’altro la frammentazione dei Servizi sanitari offerti, che molto spesso non sono collegati e integrati tra loro. D’altro canto, la prevenzione oncologica è particolarmente importante per persone che presentano problemi di salute legati a stili di vita non salutari e/o trattamenti farmacologici che si prolungano nel tempo, situazioni frequenti soprattutto tra persone con patologie mentali gravi.

Nell’ambito del programma Ccm 2012 la Regione Lazio, come unità capofila, ha presentato al ministero della Salute un progetto per ridurre le diseguaglianze nell’accesso ai programmi di screening tra le donne utenti dei dipartimenti di Salute mentale. A questo progetto, oltre alle tre realtà laziali (Asl Roma B, RM D e Viterbo), partecipano la Toscana (Ispo), l’Umbria (Perugia, Ausl 1) e il Friuli Venezia Giulia (Ass1 e Ass5), coinvolgendo sia i centri di screening femminili (mammella e cervice uterina) che i dipartimenti di Salute mentale (Dsm). Il progetto ha durata biennale con scadenza prorogata ad aprile 2015.

Articolazione del progetto
Il progetto è stato articolato in due fasi.

La prima fase ha riguardato l’analisi della letteratura e dei diversi contesti per comprendere quali fattori ostacolano l’accesso allo screening delle utenti dei Dsm e se, e in che modo sono state attuate strategie di intervento per favorire la partecipazione ai percorsi organizzati. Ogni Dsm ha realizzato una fotografia dei propri servizi e della propria utenza in fascia target screening, mediante un’indagine qualitativa (attraverso interviste e focus group con operatori dei servizi e con le utenti) volta ad indagare:

  • gli specifici fattori favorenti e ostacolanti l’adesione agli screening tra le donne che presentano diversi livelli di patologia psichiatrica
  • le modalità organizzative dei due servizi coinvolti (Dsm e Screening)
  • i bisogni formativi degli operatori sanitari.

La seconda fase del progetto, conclusasi nel Lazio ma ancora in corso nelle Unità operative (Uo), ha previsto la formazione del personale dei Dsm e dei Servizi screening, attraverso corsi accreditati Ecm, la creazione e/o il consolidamento della rete tra i servizi mediante la definizione e la formalizzazione di protocolli operativi condivisi, la definizione e la condivisione con le Uo di un algoritmo per l’arruolamento dei soggetti in carico ai Dsm e la realizzazione dell’intervento di sensibilizzazione delle utenti rispetto ai temi della prevenzione e la promozione dei programmi di screening.

Stato dell’arte del progetto e primi risultati 
Dall’analisi di contesto è emersa una minore accessibilità ai programmi di screening delle donne con patologie psicotiche rispetto a quelle con sintomi di nevrosi. Come unità capofila, il Lazio ha preparato e messo a disposizione delle altre Uo i materiali per la formazione degli operatori dei servizi e quelli per gli interventi di sensibilizzazione in modo tale da poter standardizzare l’intervento di sensibilizzazione effettuato nelle diverse realtà coinvolte nel progetto.

Nel Lazio si sta concludendo l’intervento di sensibilizzazione e promozione degli screening presso i Dsm e contestualmente stanno procedendo i contatti delle utenti e/o degli operatori del Dsm per la definizione degli appuntamenti e l’effettuazione degli esami di screening. L’Ispo ha ultimato la formazione degli operatori, realizzato l’indagine di contesto e avviato l’intervento di sensibilizzazione alle utenti dei Dsm e sta procedendo per la definizione degli appuntamenti per gli esami. Il Friuli Venezia Giulia ha ultimato la formazione degli operatori e pianificato l’intervento, mentre l’Umbria sta ultimando l’analisi del contesto propedeutica alla programmazione dell’intervento.

Gruppo di lavoro:

Alessandra Barca, Diego Baiocchi, Francesco Claro, Lilia Biscaglia, Amalia Iannone - Regione Lazio
Marialuisa Mangia Franca Odoardi Iolanda De Marchis Asl RM B
Patrizia Allegrucci Francesca Leone Angela Folinea Marina Germano Annamaria Colantoni Asl RM D
Silvia Brezzi Angela Brachini Anna Cavarischia Franca Scarcella Asl Viterbo Renata Bracco Carla Dellach e e Daniela Gerin - Friuli Venezia Giulia
Anna Iossa, Paola Mantellini e Pietro Paolo Di Dia - Ispo Firenze, Sandro Domenichetti e Patrini Mondini - Asl 10 di Firenze 
Carla Bietta Elisabetta Rossi Perugia-Umbria

Risorse utili:

  • consulta la scheda del progetto sul sito Ccm.