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Cancro della mammella: Dbt più Dm

La rivista “Radiology” ha pubblicato l’articolo A Randomized Trial Comparing Breast Cancer Incidence and Interval Cancers after Tomosynthesis Plus Mammography versus Mammography Alone (di Pierpaolo Pattacini, Andrea Nitrosi, Paolo Giorgi Rossi et al.), uno studio randomizzato che confronta l’efficacia della tomosintesi mammaria digitale (Dbt) associata alla mammografia digitale (Dm) rispetto alla sola mammografia nello screening del cancro della mammella.

Studi recenti hanno dimostrato che si può migliorare l’individuazione precoce del cancro al seno integrando la tradizionale mammografia con altre tecniche diagnostiche, come la Dbt.

Lo screening con Dbt più Dm ha dimostrato:

  • significativo aumento del detection rate (Dr)
  • una significativa riduzione del recall rate (Rr)
  • un significativo aumento della specificità.

È ancora da chiarire se la migliore capacità di identificare i cancri al seno corrisponda a un’anticipazione diagnostica di tumori clinicamente rilevanti, rappresentando quindi un vantaggio reale in termini di riduzione della mortalità e invasività dei trattamenti necessari, o al contrario se i cancri in più individuati con la doppia metodica siano tumori a crescita molto lenta che avrebbero potuto non dare alcun sintomo nella vita della donna se non trovati dallo screening, cioè cancri sovradiagnosticati.

Nello specifico, in questo studio prospettico (RETomo), condotto a Reggio Emilia dall’AUSL-IRCCS con la partecipazione di circa 27,000 donne, è stata valutata l'incidenza cumulativa complessiva del cancro della mammella e dei cancri di intervallo nelle donne di età compresa tra 45 e 69 anni dopo l’esecuzione della Dbt più la Dm rispetto alla sola Dm. Le donne che hanno partecipato allo screening sono state randomizzate al primo round con Dbt più Dm (braccio sperimentale) o con Dm (braccio di controllo). Nel round successivo sono state tutte riesaminate con Dm dopo 12 mesi (45-49 anni) o 24 mesi (50-69 anni).

I risultati di REtomo, il primo trial randomizzato a pubblicare dati con un follow up di almeno un round successivo, suggeriscono che nelle donne al di sopra dei 50 anni i cancri identificati con Dbt più Dm possano essere, almeno in parte, sovradiagnosticati, poiché non c’è riduzione dei cancri di intervallo né dei cancri screen detected al successivo round.
Nelle donne fra i 45 e i 49 anni, invece, si osserva una riduzione dei cancri di intervallo e dei cancri screen detected al secondo round che compensa totalmente l’aumento di detection osservato al primo round.

Inoltre, la combinazione di questi due esami comporta vantaggi anche dal punto di vista del radiologo:

  • maggiore valore predittivo positivo (Vpp)
  • minore numero di falsi positivi e falsi negativi
  • maggiore accuratezza diagnostica anche nelle mammelle dense.

La tecnologia adottata in REtomo prevedeva una doppia esposizione, una per acquisire la Dm e una per acquisire la Dbt. Questa modalità comportava un aumento della dose di radiazioni somministrata alla donna, ma il problema è stato superato tramite l’uso di una sola esposizione da cui si ricava sia l’immagine tridimensionale, la Dbt, sia una immagine 2D sintetica; dunque un’eventuale introduzione della Dbt nello screening non comporterebbe un aumento apprezzabile della dose. Per questo motivo, attualmente, le linee guida europee per lo screening del cancro al seno raccomandano di usare o la Dbt (con Dm sintetica) o la Dm, ma non entrambe.

Rimane invece la criticità  relativa ai tempi di refertazione, che si allungano in modo significativo. Tuttavia, questo va considerato insieme alla diminuzione dei falsi positivi che aumenta l’efficienza del percorso anche in termini di uso del tempo del radiologo.

I dati di RETomo, quindi, sembrano suggerire un’implementazione graduale della Dbt nello screening del cancro alla mammella, riservandola inizialmente alle donne più giovani.