La competenza si fa sistema

La Gazzetta ufficiale del 31 ottobre scorso riporta il decreto del ministero della Salute che dispone il riordino dell’assetto istituzionale dell'Osservatorio nazionale screening. Il documento rappresenta uno snodo essenziale nella storia dell’Ons e ne sancisce la strutturale integrazione nel meccanismo istituzionale di governo degli screening. L’Osservatorio nazionale screening è nato circa un decennio fa come network di centri regionali, articolato in una “struttura debole”, molto flessibile e dinamica, che ha permesso in pochi anni di rafforzare in Italia la cultura dello screening, diffondere le buone pratiche, innescare meccanismi di autoconoscenza e miglioramento nei programmi operanti sul territorio nazionale.
Un ruolo che lo stesso decreto riconosce come “insostituibile” in virtù dell’autorevolezza acquisita sia in Italia sia all’estero.
Tuttavia, proprio questo rafforzamento della voce dell’Ons ne ha reso indispensabile la riorganizzazione. Ancora di più in un contesto, quello del Piano nazionale della prevenzione 2010-2012, che riconosce all’Osservatorio un ruolo di supporto delle Regioni, a cui sono delegate le competenze in materia sanitaria dopo la modifica del Titolo V della Costituzione del 2001.
In questo quadro l’Osservatorio, le cui indicazioni già oggi costituiscono nei fatti un elemento imprescindibile nella definizione dei rapporti tra i diversi livelli dell’assetto del sistema sanitario, necessitava di un più forte riconoscimento istituzionale. Era altresì necessario che le Regioni, depositarie ultime dell’attuazione degli interventi sanitari, potessero esercitare sull’Ons una più incisiva azione di indirizzo che raccordasse l’azione dello strumento tecnico agli obiettivi di salute.

Maggiore valenza istituzionale
È nata così l’esigenza di un riordino in grado di incardinare l’Ons nel sistema istituzionale di governo degli screening senza però fargli perdere quella struttura leggera che finora aveva garantito, con ottimi risultati, dinamismo e competenze. Nel concreto, il decreto ridefinisce i criteri di nomina del Comitato di indirizzo dell’Ons affidandola a organi istituzionali: il presidente è designato dalla Direzione operativa del Ccm, mentre il vicepresidente e gli altri tre membri del Comitato da parte del Coordinamento delle Regioni. Compete invece alla Direzione scientifica, costituita dai rappresentanti del network dei centri, l’attuazione degli indirizzi ricevuti nonché il coordinamento e il governo delle attività. Affianca la direzione un Comitato scientifico composto da esperti. È infine confermato il ruolo di “hub” per l’Ispo di Firenze.
Con questo riordino, l’Osservatorio dovrà cedere una parte della propria autonomia decisionale, ma di certo ne avrà un guadagno in termini di integrazione e responsabilità istituzionale.
Il riordino dell’Ons rappresenta una novità assoluta nel quadro istituzionale: un’organizzazione spontanea, costituita da gruppi di ricerca composti da professionisti che lavorano nel Servizio sanitario nazionale e che ha conseguito importanti risultati, diventa un pezzo routinario del sistema di governo della sanità. Un insegnamento prezioso di cui anche altre aree della sanità potrebbero beneficiare.

Antonio Federici, Responsabile prevenzione oncologica, ministero della Salute