Patto della salute 2014-2016

Marco Zappa, direttore Osservatorio nazionale screening

L’intesa fra Stato e Regioni definita come “Patto della salute” (pdf 2,6 Mb) contiene importanti novità per l’Osservatorio nazionale screening: l’articolo 17, secondo paragrafo, dell’Intesa stabilisce, infatti, che: «il 5 per mille sulla quota vincolata per il Piano nazionale prevenzione venga destinato a una linea progettuale per lo svolgimento di attività di supporto al Piano nazionale della prevenzione da parte dei network regionali dell’Osservatorio nazionale screening, l’Evidence-based prevenzione e l’Associazione italiana registri tumori».

Se è pur vero che il coordinamento di questi tre network si trova in Toscana (Ons e Banca dati Airtum presso l’Ispo, il terzo presso l’Ars), l’elemento caratterizzante che qui si sottolinea è l’azione consolidata come network regionali. In altre parole le Regioni italiane hanno rinunciato a una piccola parte di risorse a loro destinate nel Piano nazionale della prevenzione per sostenere l’attività di Centri nazionali che a loro volta lavorano come network Regionali. Ognuno di questi tre network ha caratteristiche e attività specifiche ma nell’insieme, mi pare, viene riconosciuto un modello di azione come possibile driver della sanità pubblica in Italia.

Nello specifico dell’Ons, al di là del sostentamento economico che questa intesa dovrebbe assicurare all’attività per i prossimi anni, l’importanza della novità consiste nella richiesta e nel riconoscimento che il Ministero e le Regioni e Provincie autonome fanno del ruolo dell’Ons per lo sviluppo dei programmi di screening in Italia. Ovviamente, di converso, questa scelta carica l’Ons di responsabilità nuove.

Per rispondere a queste richieste sarà necessario arrivare, subito dopo la pausa estiva, a una definizione e, in seguito, a una operatività degli organismi di coordinamento dell’Ons sulla base delle indicazioni contenute nel Piano nazionale della prevenzione in modo che ne esca rafforzato il ruolo di network regionale.