Programmi di screening in Italia, 2012

In questa pubblicazione vengono presentati i dati sintetici sulle tre tipologie di screening: tumore del colon retto, tumore della mammella, tumore dell’utero. Una panoramica sulle attività svolte, i progressi fatti nella diffusione dei programmi nei dieci anni trascorsi e gli obiettivi per il futuro. Un documento pensato per rivolgersi al pubblico più ampio degli operatori sanitari nel loro complesso e dei decisori.

Leggi e scarica il documento "10 anni di programmi di screening in Italia" (pdf 3,5 Mb).

Sull’orlo del futuro
Il titolo dell’introduzione ricorda come il cambiamento strutturale in atto nella sanità pubblica italiana coinvolgerà inevitabilmente anche i programmi di screening. Il rapporto breve 2012 sottolinea l’importanza di impegnarsi nel cambiamento per colmare le distanze tra Nord e Sud e rafforzare i risultati ottenuti in questi anni.

Screening cervicale
Paolo Giorgi Rossi, segretario nazionale Gisci, spiega lo screening basato sull’Hpv test e sottolinea la necessità di una campagna di comunicazione adeguata. Dall’altra parte, Mario Sideri, direttore dell’unità di Ginecologia preventiva dell’Istituto europeo di oncologia, si fa portavoce del punto di vista dei ginecologi sottolineando la necessità di un periodo di cotesting in grado di portare il test Hpv a tutte le donne e fornire al ginecologo una modalità operativa gestibile.

Screening mammografico
Le riflessioni di Stefano Ciatto sulla tomosintesi aprono la sezione dedicata a questo screening. Ed è Francesca Caumo, responsabile del Centro Senologia di Marzana, ad analizzare nel dettaglio questa tecnica diagnostica illustrandone vantaggi e criticità. Ampio spazio viene dedicato inoltre alla revisione di letteratura sull’efficacia dello screening mammografico: Eugenio Paci racconta i retroscena della vicenda e commenta i risultati pubblicati come supplemento al Journal of Medical Screening.

Screening colorettale
Grazia Grazzini, dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, commenta i risultati di uno studio condotto nella città di Firenze sulla colonscopia virtuale che ha permesso di aumentare il numero di persone che aderiscono al programma. Sullo stesso argomento interviene Manuel Zorzi, del Registro tumori del Veneto. Spetta infatti a lui una riflessione sulle modalità di invito più efficaci analizzate per il progetto “Adesione alla colonscopia di approfondimento nei programmi di screening colorettale: valutazione di efficacia ed analisi dei costi di diverse strategie di invito”. Cesare Hassan, responsabile della commissione screening Sied nazionale, espone il progetto "Equipe" sul monitoraggio della qualità dei programmi di screening. Infine, Franco Radaelli, dell’Uoc di Gastroenterologia dell’Ospedale Valduce di Como analizza i dati sull’appropriatezza dei follow up post polipectomia.