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Introduzione

Paola Mantellini - Osservatorio Nazionale Screening

Quando un anno fa con Marco Zappa abbiamo scritto a quattro mani l’introduzione al Rapporto Breve 2019 eravamo ad inizio pandemia. incapaci di ipotizzare quello che sarebbe potuto accadere con l’andare del tempo. Ricordo bene che vivevamo una sensazione di spaesamento consapevoli che presentare i dati del 2018 sembrava poco adatto a quel contesto.

Ad un anno di distanza. la pandemia c’è ancora. anzi la recente apparizione della variante delta ha aumentato nuovamente i livelli di “apprensione”. ma gli operatori di screening non si sono persi d’animo. Durante quest’anno siamo stati costretti a confrontarci duramente con noi stessi. con quello che avevamo fatto e che ci sembrava consolidato e con quanto di nuovo e di ignoto ci si presentava. I risultati conseguiti con pazienza e determinazione negli anni sembravano essersi rapidamente dissolti. un po' come la neve che si scioglie al sole.

Eppure. in questo caos dove la distanza con le persone. i cittadini a cui primariamente sono diretti i nostri pensieri e le nostre azioni sembrava amplificarsi a dismisura. i coordinamenti di screening regionali si sono raccolti e ritrovati più vicini. Tantissime sono state le iniziative e le decisioni condivise e. anche grazie all’impegno di tutti. gli screening oncologici sono diventati il paradigma degli effetti della pandemia. Si è stati capaci di dimostrare che questo intervento di sanità pubblica considerato spesso differibile. quando viene sacrificato può avere un impatto molto pesante sullo stato di salute della popolazione.

Produrre aggiornamenti puntuali sulla ripresa delle attività di screening ha comportato che si parlasse e si scrivesse nei talk show. sulla carta stampata e nelle riviste online. come mai prima d’ora. E il lavoro non si è limitato a questo. è stato riattivato il gruppo comunicazione interscreening che tanto ha lavorato per definire strategie comunicative adeguate al momento e che tuttora sta lavorando portando avanti nuovi progetti.

E infatti. proiettarsi verso il futuro è quello che ancora. e come sempre. il mondo dello screening è chiamato a fare e due sfide mi pare che siano da cogliere con la massima priorità.

Innanzitutto la declinazione regionale del Piano Nazionale Prevenzione 2020‐2025 con la elaborazione dei programmi liberi che recepiscano quanto previsto nella Linea di supporto centrale 10 in particolare il potenziamento dei coordinamenti multidisciplinari regionali di screening attraverso la definizione di specifici requisiti da una parte e la definizione di percorsi di screening del cervicocarcinoma dall’altra e su cui già si sta lavorando come gruppo comunicazione interscreening.

La seconda sfida è rappresentata dalla recente emanazione del Piano Europeo di Lotta contro il Cancro a cui il Ministero della Salute ha voluto dare continuità attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico per la definizione di un Piano Nazionale di Prevenzione Oncologica.

A prescindere da queste imponenti azioni che si dispiegheranno su un arco temporale di medio e lungo periodo. l’Osservatorio Nazionale Screening e i coordinamenti regionali tutti non molleranno la presa: proprio adesso. oltre a lavorare per la produzione degli indicatori LEA 2020. si sta affrontando una nuova indagine su screening e Covid 19 per capire come sta procedendo il recupero dei ritardi nei primi mesi del 2021.

Lo stato degli screening nel 2019

I dati che presentiamo nel presente rapporto si riferiscono all’attività svolta dai programmi di screening nel 2019.

Questi sono i numeri assoluti considerando tutti gli screening e tutte le fasce di età: più di 13 milioni di inviti (13.467.733) e oltre 5 milioni e mezzo (5.779.084) di test eseguiti. Rispetto al 2018 la situazione è stazionaria per quanto riguarda il programma di screening cervicale e quello colorettale. mentre è in ulteriore miglioramento per lo screening mammografico. Si conferma il gradiente già osservato tra Nord. Centro e Sud. ma in particolare per lo screening mammografico e quello cervicale si osserva una riduzione anche sensibile delle differenze.

In sintesi nel 2019 fra l’80 e il 90% della popolazione italiana in età target per lo screening mammografico e per quello cervicale è stata regolarmente invitata. mentre il 75% lo è per lo screening colorettale.

Queste osservazioni sono in sintonia con i dati Passi che completano. come sempre. questo rapporto. Le due fonti: survey universale Ons e intervista telefonica campionaria Passi sono metodi differenti di indagine. in linea generale la survey Ons tende a sottostimare la reale copertura dei programmi organizzati. mentre la survey Passi tende a sovrastimarla. La combinazione dei due approcci offre uno spaccato molto realistico dell’offerta di prevenzione oncologica nel Paese. Il valore aggiunto dell’indagine Passi è anche quello della lettura del dato in funzione di alcuni differenziali demografici e socioeconomici con la conferma della attenuazione delle diseguaglianze all’interno dei programmi di screening.

Di seguito i dati di dettaglio la copertura degli inviti fra il 2011 al 2019 sia complessivamente che suddivisa per macro aree. Per copertura degli inviti intendiamo la percentuale di persone della popolazione target annuale invitate nell’anno in questione.

Screening mammografico

La figura 1 riporta i dati dell’estensione effettiva nella fascia di età 50‐69 fra il 2011‐2019 in Italia e nelle tre marco aree. Come si può vedere. nel 2019 il valore di copertura è aumentato di 5 punti percentuali rispetto al 2018 (89% versus 84%) con 3.658.235 inviti effettuati. Sia al Nord (101.7%) che al Centro (98.5%) la copertura è migliorata di circa 2‐3 punti percentuali rispetto allo scorso anno. mentre l’aumento più vistoso si è registrato al Sud con un incremento di quasi sette punti percentuali (66.3% nel 2019 versus 59% nel 2018). Per quanto riguarda la classe 45‐49. nel 2019 sono state invitate 368.761 donne (ben 87.000 in più rispetto all’anno precedente) e pari a circa il 15% della popolazione bersaglio. Per quanto riguarda le 70‐74enni. nel 2019 ne sono state invitate 295.572 (circa 25.000 in più rispetto all’anno precedente). pari a circa il 34% della popolazione target.

Figura 1
Estensione effettiva dello screening mammografico per area geografica (% di donne di età 50-69 che ricevono la lettera di invito alla popolazione target dell’anno dal 2011 al 2019)
 

Screening Colorettale

Nel 2019 sono stati invitati quasi 6 milioni di cittadini (5.921.032) di età compresa tra i 50 e i 69 anni a eseguire il test di per la ricerca del sangue occulto (Sof) e 68.417 soggetti di 58 anni a eseguire la rettosigmoidoscopia come test di screening. Lo screening colorettale. infatti. prevede in quasi tutta l’Italia la ricerca del sangue occulto nelle feci. mentre il Piemonte vede la proposta della rettosigmoidoscopia una volta nella vita a 58 anni di età e la ricerca del sangue occulto per coloro che non accettano l’esame endoscopico. Alcune Regioni. ed in particolare Lazio ed Umbria estendono l’invito di screening fino a 74 anni e infatti le persone di età compresa tra i 70‐74 anni complessivamente invitate sono state 430.748.

La figura 2 riporta l’andamento della copertura dal 2011 al 2019 complessivamente e per le tre macro aree. Come già anticipato. dopo un veloce incremento fino al 2015. la crescita è rallentata e il valore registrato nel 2019 è stabile rispetto a quello del 2018. La copertura della popolazione è stata del 91.4% e del 95.5% nelle regioni del Nord e del Centro. mentre al Sud si osserva un valore pari al 43.5%. stabile rispetto all’anno precedente.

Figura 2
Estensione effettiva dello screening colorettale per area geografica (% di persone di età 50-69 che ricevono la lettera di invito alla popolazione target dell’anno- dal 2011 al 2019)

Screening cervicale

La figura 3 riporta l’andamento della copertura degli inviti per lo screening cervicale. Nel 2019 sono state invitate allo screening cervicale 3.820.049 donne di età compresa tra i 25 ed i 64 anni. attestandosi quindi l’estensione degli inviti all’89%. stabile rispetto al 2018. Come nell’anno precedente si è tenuto conto del diverso intervallo previsto per il test HPV (5 anni) rispetto al Pap test (3 anni). Seppure il numero complessivo degli inviti sia diminuito rispetto all’anno precedente la copertura non si è ridotta per effetto dell’allungamento dell’intervallo di screening in seguito all’introduzione progressiva del test HPV come test primario  di screening. Si conferma l’aumento dei programmi attivi con HPV a livello nazionale. Infatti. 1.623.126 donne. quasi 124.000 in più rispetto all’anno precedente. sono state chiamate a test HPV. mentre 2.196.923 sono state invitate a Pap test. Rispetto all’anno precedente si osservano fluttuazioni della copertura per macro area con un calo di circa 7 punti percentuali al Nord. una sostanziale stabilità al Centro e un aumento di 10 punti percentuali al Sud.

Figura 3
Estensione effettiva dello screening cervicale (% delle donne fra 25 e 64 anni di età che ricevono la lettera di invito alla popolazione target dell’anno, dal 2011 al 2019)
 

 

Ringraziamenti

Questo rapporto è dovuto al lavoro di molte persone. Desideriamo ringraziare in particolare: il Cpo Piemonte (survey sullo screening cervicale. l’Azienda Zero del Veneto (survey sullo screening colorettale). l’Ispro Firenze (survey sullo screening mammografico). Giuliano Carozzi per i dati degli screening PASSI. Il coordinamento e la realizzazione grafica ed editoriale sono stati possibili grazie ai contributi delle Regioni che hanno adempiuto al finanziamento del 5‰ a favore dell’Osservatorio Nazionale Screening. in attuazione del Patto per la salute 2014‐2016. Inoltre. il nostro ringraziamento va ai moltissimi operatori che si sono adoperati per raccogliere questi dati in maniera accurata e tempestiva.