Lo screening cervicale visto da “Passi”

Sulla base dei dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi, si stima che in Italia nel 2014-2017 circa tre donne 25-64enni su quattro (79%) abbiano eseguito un Pap test o un test dell’Hpv preventivo entro i tempi raccomandati (Pap test nei tre anni precedenti l’intervista, oppure Hpv test nei tre anni precedenti l’intervista oppure Hpv test tra 3 e 5 anni solo se avuto un consiglio sanitario di ripetere il test dopo 5 anni).

La copertura complessiva al test preventivo raggiunge valori elevati al Nord (87%) e al Centro (84%), mentre è più bassa al Sud (68%) (Figure 1 e 2). A livello delle Regioni partecipanti alla sorveglianza Passi sono presenti significative differenze (range: 60% Calabria - 90% Emilia-Romagna) (Figura 3).

Il sistema Passi informa sulla copertura al test complessiva, comprensiva sia della quota di donne che ha eseguito l’esame all’interno dei programmi di screening organizzati o di altre offerte gratuite delle Asl (vedi nota) sia di quella che lo ha eseguito al di fuori. Nello screening cervicale la quota al di fuori dei programmi di screening organizzati è rilevante e a livello nazionale è di poco inferiore a quella all’interno degli screening organizzati (rispettivamente 34% e 45%). Sono presenti differenze significative tra le Regioni (range: 6% Basilicata - 57% Lombardia).

Figura 1 
Copertura al test preventivo entro i tempi raccomandati. Donne 25-64enni (%). Passi 2014-2017  (n. 55.086)

Figura 2
Copertura al test preventivo entro i tempi raccomandati. Donne 25-64enni (%). Passi 2014-2017  (n. 55.086)

Figura 3 
Copertura al test preventivo entro i tempi raccomandati. Donne 25-64enni (%). Passi 2014-2017  (n. 55.086)


* Regioni che non hanno aderito con un campione regionale, il dato della Lombardia si riferisce al periodo 2014-2016.

Nel periodo 2008-2017 la copertura è complessivamente in crescita. Questa tendenza si manifesta in tutte le tre macroaree del Paese, anche se è più evidente nelle Regioni del Sud: pur rimanendo un forte differenziale tra le Regioni del Sud con quelle delle altre due ripartizioni, tuttavia si assiste a una leggera riduzione della forbice.

La copertura all’interno dei programmi di screening è risultata in aumento, mentre quella al di fuori dei programmi ha mostrato una diminuzione a partire dal 2011 (statisticamente significativa), probabilmente anche per effetto della sempre maggiore capacità attrattiva dei programmi organizzati e in parte della crisi economica.

Figura 4 
Copertura al test preventivo all’interno o al di fuori dei programmi organizzati (%) Donne 25-64enni
Passi 2008-2017

* p-value<0,05

Figura 5 
Copertura al test preventivo per ripartizione geografica (%). Donne 25-64enni
Passi 2008-2017

* p-value<0,05

 

La copertura al test preventivo mostra diversi differenziali demografici e socio-economici (Figura 6), che sono tutti significativi anche all’analisi multivariata che corregge l’effetto delle singole variabili.

Più in dettaglio, la copertura è significativamente maggiore nelle donne 35-49enni, in quelle coniugate o conviventi, in quelle con un livello d’istruzione più elevato e in quelle senza difficoltà economiche riferite. La copertura è inoltre più alta tra le donne italiane o provenienti da altri Paesi a sviluppo avanzato (Psa) rispetto alle straniere provenienti da Paesi a forte pressione migratoria (Pfpm).

Figura 6 
Copertura al test preventivo entro i tempi raccomandati per caratteristiche socio-demografiche - Donne 25-64enni (%)
Passi 2014-2017 

 

 

Se analizziamo separatamente questi differenziali demografici e socio-economici nella copertura agli esami per le donne che li hanno eseguiti nei programmi di screening organizzati, o di altre offerte gratuite delle Asl (Figura 7), da quelli osservabili nelle donne che li hanno eseguiti al di fuori (screening spontaneo), registriamo più forti disequità in questo secondo gruppo (Figura 8), dove sono molto più evidenti le differenze di copertura per cittadinanza, istruzione e difficoltà economiche riferite.

Figura 7 
Copertura al test preventivo eseguito all’interno dei programmi di screening organizzati entro i tempi raccomandati, per caratteristiche socio-demografiche - Donne 25-64enni (%)
Passi 2014-2017 

Figura 8 
Copertura al test preventivo entro i tempi raccomandati eseguito fuori dei programmi di screening organizzati, per caratteristiche socio-demografiche - Donne 25-64enni (%)
Passi 2014-2017 

 

L’analisi dei trend temporali 2008-2017 non mostra riduzioni nei differenziali di copertura per livello di istruzione e di difficoltà economica (Figure 9 e 10).

Figura 9 
Copertura al test preventivo per livello di istruzione (%). Donne 25-64enni
Passi 2008-2017

Figura 10 
Copertura al test preventivo per difficoltà economiche (%). Donne 25-64enni
Passi 2008-2017

 

Nota

La stima della copertura dentro e fuori dai programmi di screening organizzati è stata effettuata mediante un indicatore proxy sull’aver pagato o meno l’esame. Per pagamento si intende sia quello relativo al costo completo dell’esame che quello del solo ticket. L’utilizzo di questo indicatore può comportare una leggera sovrastima della copertura effettuata all’interno dei programmi principalmente per tre motivi:
1. alcune donne effettuano l’esame gratuitamente anche al di fuori dei programmi di screening organizzati (ad esempio in base all’articolo 85 della legge 338/2000 - finanziaria 2001)
2. alcune donne non ricordano esattamente la data di esecuzione (effetto telescopico)
3. le rispondenti all’intervista effettuano probabilmente la mammografia in percentuale maggiore rispetto alle non rispondenti.