Lo screening cervicale

Dati di attività dal 2009 al 2016

Dopo una lievissima flessione nel triennio 2012-14, a partire dal 2015 si osserva una ripresa del numero di donne che hanno fatto screening, con un incremento vicino al 15% rispetto ai dati 2009-11, sostanzialmente dovuto all’aumento degli inviti. 

Tabella 1 
Risultati principali 2009-2016

Anno attività  2009-2011   2012-2014   2015   2016 
Numero di donne che hanno fatto screening 4.523.802 4.329.572 1.717.150
1.734.224
Proporzione di donne che hanno aderito all'invito 40,1% 40,9% 41,5% 40,5%
Lesioni con istologia CIN2+ individuate 12.641 14.417 4.627 4.466

 

I valori sono sostanzialmente stabili anche tenendo conto dell’andamento per età.

Tabella 2 
Adesione all’invito al Pap-test per fasce d’età 

Fasce d'età  <25-34   35-44   45-54   55->65   Totale 
2009-2011 35,8% 40,3% 42,6% 43% 40,5%
2012-2014 36,7% 41,3% 42,7% 42% 40,8%
2015 34,3% 38,9% 41,5% 41% 39,2%
2016 36,1% 40,7% 42% 42% 40,3%

 

Gli indicatori sono in maggioranza sostanzialmente stabili a un buon livello. Si è ulteriormente ridotto il numero di prelievi inadeguati. È aumentato il tasso di identificazione (DR) delle lesioni che richiedono un trattamento (quelle con istologia CIN2 o più grave, CIN2+) con un aumento molto ridotto della proporzione di donne inviate in colposcopia. Di conseguenza è lievemente aumentata la probabilità che una donna inviata in colposcopia abbia effettivamente una lesione che richiede un trattamento.  

 

È ulteriormente leggermente aumentata l’adesione alla colposcopia, che ora supera i livelli accettabili sia per le donne inviate per qualunque alterazione citologica (colposcopia per ASCUS+) che per le donne che presentavano le alterazioni più gravi (colposcopia per HSIL+).

Tabella 3 
Principali indicatori: adesione agli standard di qualità

Anno attività 2009 2011 2012 2014 2015 2016
Proporzione di pap test inadeguati Standard di qualità Gisci: desiderabile: < 5% accettabile: < 7% 3,1% 2,8% 2,6%
Proporzione di donne inviate in colposcopia per qualsiasi causa 2,5% 2,6% 2,9%
Proporzione di donne che hanno aderito alla colposcopia per citologia ASCUS+ Standard di qualità Gisci: desiderabile: ≥ 90% accettabile: ≥ 80% 85,5% 87% 87,2%
Proporzione di donne che hanno aderito alla colposcopia per citologia HSIL+ Standard di qualità Gisci: desiderabile: ≥ 95% accettabile: ≥ 90% 89,2% 91,2% 91,1%
Probabilità di avere una lesione con istologia CIN2 o più grave (CIN2+) tra le donne che hanno fatto una colposcopia per citologia ASCUS+ 15,8% 16,7% 16,4%
Numero di colposcopie necessarie per individuare la presenza di istologia CIN2+ 6,3% 6% 6%
Lesioni con istologia CIN2+ individuate ogni 1000 donne che hanno fatto lo screening 2,9% 3,5% 3,9%

 

L’adesione all’invito è stabilmente più bassa al Sud che al Nord e al Centro. È anche più basso al Sud il tasso di identificazione di lesioni con istologia CIN2 o più grave. Tuttavia la proporzione di donne inviate in colposcopia è stata maggiore al Sud che nelle altre regioni. Di conseguenza al Sud è stato necessario un maggior numero di colposcopie per identificare una di queste lesioni. 

Tabella 4 
Principali indicatori per area geografica

Area    Nord    Centro    Sud e Isole
  2012 2014 2015 2016 2012 2014 2015 2016 2012 2014 2015 2016
Proporzione di donne che hanno aderito all'invito 49,4% 50,9% 38,9% 37,8% 26,6% 28%
Proporzione di pap test inadeguati 2,7% 2,7% 2,4% 1,9% 3,9% 4%
Proporzione di donne invitate in colposcopia per qualsiasi causa 2,5% 2,9% 2,3% 2,8% 2,7% 2,8%
Probabilità di avere una lesione con istologia CIN2 o più grave (CIN2+) tra le donne che hanno fatto una colposcopia per citologia ASCUS o più grave 16,8% 16,9% 19,3% 17,6% 10,2% 10%
Numero di colposcopie necessarie per individuare la presenza di una lesione con istologia CIN2+ 5,9% 5,9% 5,1% 5,7% 9,8% 10%
Lesioni con istologia CIN2+ individuate ogni 1000 donne che hanno fatto lo screening 3,7% 4,3% 3,8% 4,3% 2,2% 2,3%

 

Nel 2016, 61 programmi di screening hanno utilizzato la ricerca del Dna di tipi “ad alto rischio” di papillomavirus umano (Hpv) come test primario di screening. Tutti i programmi regionali hanno utilizzato il test Hpv in 5 su 9 Regioni del Nord,1 su 4 del Centro e 3 su 8 del Sud. 

Nel 2013 il Ministero della Salute aveva raccomandato alle Regioni la progressiva conversione da Pap test a test Hpv. Bisogna tenere presente che essa richiede una fase preparatoria di riorganizzazione a livello regionale e che successivamente il passaggio non è immediato per tutte le donne di un’area ma diluito su 3-4 anni al fine di evitare sbalzi dell’attività dovuti al cambio di periodismo (da 3 a 5 anni). Quindi era da attendere un aumento modesto nei primissimi anni e più marcato successivamente. Ciò sta in parte avvenendo: nel 2016 la proporzione di donne invitate allo screening con test Hpv è stata del 23%, sostanzialmente maggiore del 16% del 2015 e tripla dei livelli del 2012. Permangono tuttavia disparità sostanziali tra aree geografiche. In alcune Regioni del Nord c’è stato un avvio tempestivo della conversione, che si attende completa a breve. Di conseguenza, nel 2016 un terzo delle donne del Nord è stato invitato a screening con Hpv e si attende un aumento sostanziale nei prossimi anni. Al contrario, al Sud, la proporzione di invitate al test Hpv rimane sostanzialmente stabile intorno al 9% mostrando che non c’è stato l’avvio di una conversione al di fuori di alcuni programmi pilota (anche regionali) già esistenti. Al Centro, la proporzione di invitate all’Hpv è aumentata dal 4% del 2012 al 25% del 2016, come risultato di una media tra alcune Regioni che hanno avviato tempestivamente la conversione e altre che sostanzialmente non la hanno ancora iniziata.

L’adesione è stata del 51,5%, lievemente superiore a quella generale all’invito allo screening. Tale dato deriva comunque anche dal fatto che la conversione non è avvenuta in Regioni dove l’adesione era più bassa.

La proporzione di donne positive al test è stabile lievemente al di sotto del 7%.

Tabella 5 
Introduzione del test per la ricerca del Dna del papilloma virus umano (Hpv) come test di screening 

     % di donne invitate a screening con ricerca Hpv come test primario §   Adesione al test Hpv 
2012 ITALIA 8,1% 42%
  Nord 9,3% 50,7%
  Centro 4% 36,4%
  Sud e Isole 9,2% 30,9%
2013 ITALIA 11,5% 42,3%
  Nord 9,8% 50,7%
  Centro 13,4% 40,3%
  Sud e Isole 12,4% 34,4%
2014 ITALIA 13,1% 47,2%
  Nord 11,3% 49,3%
  Centro 18,8% 45,8%
  Sud e Isole 11,1% 46,4%
2015 ITALIA 16% 50,1%
  Nord 17,6% 52,6%
  Centro 20,4% 51,2%
  Sud e Isole 10,2% 42,3%
2016 ITALIA 22,9% 51,5%
  Nord 32,7% 56,3%
  Centro 24,9% 45%
  Sud e Isole 9% 44,8%

§ tra tutte le invitate a screening cervicale.

 

Tabella 5
Percentuale di positive al Test Hpv tra le aderenti

    % di positive al test HPV tra le aderenti
2012 ITALIA 7,5%
  Nord 6,8%
  Centro 5,1%
  Sud e Isole 10,5%
2013 ITALIA 6,9%
  Nord 6,9%
  Centro 4,9%
  Sud e Isole 8,7%
2014 ITALIA   7,1%
  Nord 6,9%
  Centro 6,5%
  Sud e Isole 8,1%
2015 ITALIA 6,7%
  Nord 6,4%
  Centro 6,8%
  Sud e Isole 7,2%
2016 ITALIA 6,9%
  Nord 6,1%
  Centro 7,4%
  Sud e Isole 10,5%