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Lo screening cervicale

Dati di attività dal 2009 al 2017

Nell’ultimo triennio 2015-2017 si osserva complessivamente un aumento del numero di donne che hanno fatto screening, sostanzialmente dovuto all’aumento degli inviti. Nel 2017 si osserva una leggera diminuzione del numero di donne che hanno partecipato e dell’’identificazione di lesioni CIN2 o più grave.

Tabella 1 
Risultati principali 2009-2017

Anno attività  2009-2011   2012-2014   2015   2016  2017
Numero di donne che hanno fatto screening 4.523.802 4.329.572 1.717.150 1.734.224 1.669.338
Proporzione di donne che hanno aderito all'invito 40,1% 40,9% 41,5% 40,5% 39,9%
Lesioni con istologia CIN2+ individuate 12.641 14.417 4.627 4.466 3.925

 

I valori sono sostanzialmente stabili anche tenendo conto dell’andamento per età.

Tabella 2 
Adesione all’invito al Pap-test per fasce d’età  (* L’ adesione in questa tabella è stata calcolata solo per i programmi che hanno fornito le informazioni  separate per fascia di età)

 
Fasce d'età  <25-34   35-44   45-54   55->65   Totale 
2009-2011 35,8% 40,3% 42,6% 43% 40,5%
2012-2014 36,7% 41,3% 42,7% 42% 40,8%
2015 34,3% 38,9% 41,5% 41% 39,2%
2016 36,1% 40,7% 42% 42% 40,3%
2017 36,3% 40,4% 42,2% 42,4% 40,5%

 

Gli indicatori sono in maggioranza stabili a un buon livello. Si è mantenuto sotto il 3% il numero di prelievi inadeguati. È costante il tasso di identificazione (DR) delle lesioni che richiedono un trattamento (quelle con istologia CIN2 o più grave, CIN2+) così come la proporzione di donne inviate in colposcopia. Di conseguenza è si è mantenuta agli stessi livelli la probabilità che una donna inviata in colposcopia abbia effettivamente una lesione che richiede un trattamento.  

Si è leggermente ridotta l’adesione alla colposcopia, che comunque supera i livelli accettabili sia per le donne inviate per qualunque alterazione citologica (colposcopia per ASCUS+) che per le donne che presentavano le alterazioni più gravi (colposcopia per HSIL+).  Nel triennio 2015-2017 si conferma il progressivo aumento della detection di lesioni CIN2 o più grave .

Tabella 3 
Principali indicatori: adesione agli standard di qualità

Anno attività 2009 2011 2012 2014 2015 2017
Proporzione di pap test inadeguati Standard di qualità Gisci: desiderabile: < 5% accettabile: < 7% 3,1% 2,8% 2,9%
Proporzione di donne inviate in colposcopia per qualsiasi causa 2,5% 2,6% 3%
Proporzione di donne che hanno aderito alla colposcopia per citologia ASCUS+ Standard di qualità Gisci: desiderabile: ≥ 90% accettabile: ≥ 80% 85,5% 87% 85,1%
Proporzione di donne che hanno aderito alla colposcopia per citologia HSIL+ Standard di qualità Gisci: desiderabile: ≥ 95% accettabile: ≥ 90% 89,2% 91,2% 90,2%
Probabilità di avere una lesione con istologia CIN2 o più grave (CIN2+) tra le donne che hanno fatto una colposcopia per citologia ASCUS+ 15,8% 16,7% 16,6%
Numero di colposcopie necessarie per individuare la presenza di istologia CIN2+ 6,3% 6% 6%
Lesioni con istologia CIN2+ individuate ogni 1000 donne che hanno fatto lo screening 2,9% 3,5% 4%

 

L’adesione all’invito, seppur in aumento, è stabilmente più bassa al Sud che al Nord e al Centro. Al Sud si mantiene inferiore il tasso di identificazione di lesioni con istologia CIN2 o più grave, mentre la proporzione di donne inviate in colposcopia è simile. Di conseguenza al Sud è ancora necessario eseguire un maggior numero di colposcopie per identificare una di queste lesioni, seppur il dato dimostri una lieve riduzione. Anche la probabilità che una donna inviata in colposcopia abbia effettivamente una lesione che richiede un trattamento si mantiene inferiore.

Tabella 4
Principali indicatori per area geografica

Area    Nord    Centro    Sud e Isole
  2012 2014 2015 2017 2012 2014 2015 2017 2012 2014 2015 2017
Proporzione di donne che hanno aderito all'invito 49,4% 51% 38,9% 37,4% 26,6% 28%
Proporzione di pap test inadeguati 2,7% 3% 2,4% 1,9% 3,9% 4%
Proporzione di donne invitate in colposcopia per qualsiasi causa 2,5% 3,1% 2,3% 2,9% 2,7% 2,8%
Probabilità di avere una lesione con istologia CIN2 o più grave (CIN2+) tra le donne che hanno fatto una colposcopia per citologia ASCUS o più grave 16,8% 17% 19,3% 18,5% 10,2% 10%
Numero di colposcopie necessarie per individuare la presenza di una lesione con istologia CIN2+ 5,9% 5,8% 5,1% 5,4% 9,8% 7,2%
Lesioni con istologia CIN2+ individuate ogni 1000 donne che hanno fatto lo screening 3,7% 4,6% 3,8% 4,8% 2,2% 2,3%

 

Nel 2017, 57 programmi di screening hanno utilizzato la ricerca del Dna di tipi “ad alto rischio” di papilloma virus umano (Hpv) come test primario di screening. Tutti i programmi regionali hanno utilizzato il test Hpv in 7 Regioni. 

Nel 2013 il Ministero della Salute aveva raccomandato alle Regioni la progressiva conversione da Pap test a test Hpv. Bisogna tenere presente che essa richiede una fase preparatoria di riorganizzazione a livello regionale e che successivamente il passaggio non è immediato per tutte le donne di un’area ma diluito su 3-4 anni al fine di evitare sbalzi dell’attività dovuti al cambio di periodismo (da 3 a 5 anni). Quindi era da attendere un aumento modesto nei primissimi anni e più marcato successivamente. Ciò sta in parte avvenendo: nel 2017 la proporzione di inviti ad HPV sul totale degli inviti è stata del 30%, sostanzialmente maggiore del 7% rispetto all’anno precedente. Permangono tuttavia disparità sostanziali tra aree geografiche. In alcune Regioni del Nord c’è stato un avvio tempestivo della conversione, che si attende completa a breve. Di conseguenza, nel 2017 poco meno della metà degli inviti  sono stati al test ad HPV. Al contrario, al Sud, la proporzione di inviti al test Hpv rimane sostanzialmente inferiore al 10% mostrando che non c’è stato l’avvio di una conversione, al di fuori di alcuni programmi pilota (anche regionali) già esistenti. Al Centro, la proporzione di invitate all’Hpv è aumentata dal 4% del 2012 al 33% del 2017, come risultato di una media tra alcune Regioni che hanno avviato tempestivamente la conversione e altre che sostanzialmente non hanno ancora iniziato.

L’adesione si mantiene intorno al 50%, lievemente superiore a quella generale all’invito allo screening. Tale dato deriva comunque anche dal fatto che la conversione non è avvenuta in Regioni dove l’adesione era più bassa.

La proporzione di donne positive al test è in aumento al Nord ed al Centro, si mantiene stabile al Sud, con una media italiana di circa l’8%.

Tabella 5 
Introduzione del test per la ricerca del Dna del papilloma virus umano (Hpv) come test di screening 

     % di donne invitate a screening con ricerca Hpv come test primario §   Adesione al test Hpv 
2012 ITALIA 8,1% 42%
  Nord 9,3% 50,7%
  Centro 4% 36,4%
  Sud e Isole 9,2% 30,9%
2013 ITALIA 11,5% 42,3%
  Nord 9,8% 50,7%
  Centro 13,4% 40,3%
  Sud e Isole 12,4% 34,4%
2014 ITALIA 13,1% 47,2%
  Nord 11,3% 49,3%
  Centro 18,8% 45,8%
  Sud e Isole 11,1% 46,4%
2015 ITALIA 16% 50,1%
  Nord 17,6% 52,6%
  Centro 20,4% 51,2%
  Sud e Isole 10,2% 42,3%
2016 ITALIA 22,9% 51,5%
  Nord 32,7% 56,3%
  Centro 24,9% 45%
  Sud e Isole 9% 44,8%
2017 ITALIA 30,4% 49%
  Nord 47,2% 53,5%
  Centro 32,7% 38,7%
  Sud e Isole 8,1% 45,8%

§ tra tutte le invitate a screening cervicale.

 

Tabella 5
Percentuale di positive al Test Hpv tra le aderenti

    % di positive al test HPV tra le aderenti
2012 ITALIA 7,5%
  Nord 6,8%
  Centro 5,1%
  Sud e Isole 10,5%
2013 ITALIA 6,9%
  Nord 6,9%
  Centro 4,9%
  Sud e Isole 8,7%
2014 ITALIA   7,1%
  Nord 6,9%
  Centro 6,5%
  Sud e Isole 8,1%
2015 ITALIA 6,7%
  Nord 6,4%
  Centro 6,8%
  Sud e Isole 7,2%
2016 ITALIA 6,9%
  Nord 6,1%
  Centro 7,4%
  Sud e Isole 10,5%
2017 ITALIA 7,8%
  Nord 7,2%
  Centro 8,4%
  Sud e Isole 10,4%