Dati di attività dal 2020 al 2024
Nel 2024 l’attività dei programmi di screening colorettale ha mostrato sostanziale allineamento con i dati del 2023 per quasi tutti i principali parametri dello screening. Questo dato si colloca dopo un periodo caratterizzato da un progressivo incremento dei volumi di inviti alla popolazione, come conseguenza dei ritardi nell’attività di screening legati alla pandemia da Covid-19 (Tabella 1). Il numero di persone invitate dai programmi nel 2024 raggiunge quasi gli 8 milioni, in linea con il 2023, e ben al di sopra dei valori pre-pandemici. L’adesione all’invito, pari al 35,8%, risulta ancora inferiore rispetto ai valori registrati nel 2019 e in generale a prima della pandemia. Il dato nazionale si compone in realtà di valori estremamente eterogenei che caratterizzano le macroaree geografiche. Come riporta la Tabella 2, infatti, l’adesione all’invito è risultata maggiore al Nord (46,8%), intermedia al Centro (32,7%) e più bassa al Sud e nelle Isole (21,1%). Come illustra la Tabella 1, nel 2024 sono state esaminate oltre 2.760.000 persone, in lieve aumento rispetto al numero di esaminati nell’anno precedente e nel periodo pre-pandemico.
Tabella 1. Programmi con ricerca del sangue occulto fecale. Risultati principali 2020-2024
*Al denominatore si è utilizzato il numero di persone che a seguito di un invito hanno aderito e per le quali si è recuperato l’iter diagnostico/terapeutico complessivo
Nel 2024 la percentuale di aderenti alla colonscopia tra le persone positive al test per la ricerca del sangue occulto fecale risulta lievemente superiore rispetto a quella riscontrata negli anni precedenti. Poiché con un test positivo il rischio di carcinoma o adenoma avanzato (che possiede una più elevata probabilità di evoluzione verso la malignità) è molto alto (dal 25 al 30%), è essenziale sviluppare strategie efficaci di comunicazione del rischio per garantire livelli elevati di adesione all’approfondimento.
Il tempo che intercorre tra un test positivo e l’approfondimento colonscopico deve essere il minore possibile, per ridurre il carico di ansia delle persone coinvolte. Tuttavia, una lunga attesa è un problema molto diffuso tra i programmi e in alcune realtà questo tempo può essere addirittura superiore ai due mesi. Questo problema va gestito a livello di programmazione e soprattutto di assegnazione di risorse al programma. I carichi di lavoro indotti dallo screening possono essere stimati con precisione: il reperimento delle risorse previste rappresenta quindi una precisa azione di politica sanitaria interna alle aziende sanitarie locali. Nel 2024 è proseguito il trend di miglioramento della performance relativa al tempo di attesa per l’esecuzione della colonscopia. Il dato medio nazionale, che si attesta al 55%, si pone su un livello molto lontano dallo standard di riferimento del Giscor (> 90% entro 30 giorni) e sottende una situazione problematica in quasi tutte le regioni.
La resezione endoscopica è stata risolutiva in circa il 16% delle persone con carcinoma, con un evidente impatto sulla qualità di vita.
La Figura 1 mostra come l’adesione all’invito cresca con l’aumentare dell’età e come essa sia risultata superiore nelle donne rispetto agli uomini in tutte le fasce d’età.
Figura 1. Programmi con ricerca del sangue occulto fecale. Adesione per età e sesso nel 2024
La Tabella 2 riporta i principali indicatori di performance nelle tre macroaree geografiche del Nord, Centro e Sud e Isole dal 2020 al 2024. In tutte le macroaree l’adesione all’invito mostra dei segnali di ripresa dopo la flessione nel 2020, senza però riuscire a raggiungere i valori pre-pandemici. Per quanto riguarda la diffusione dei programmi e l’adesione da parte della popolazione nel Sud e Isole, va evidenziato il crescente numero di persone esaminate nel tempo, indicando un importante miglioramento della copertura dopo la marcata riduzione che si era verificata durante gli anni della pandemia.
Mentre i tassi di identificazione dei carcinomi sono stabili nel tempo, gli adenomi avanzati nelle diverse macroaree mostrano un andamento temporale disomogeneo. Infatti, nel Nord e nel Sud e Isole si osserva un trend suggestivo di un progressivo calo nel tasso di identificazione degli adenomi avanzati, mentre al Centro l’andamento è poco definito. Va ricordato che diversi fattori influiscono sui risultati degli ultimi anni: accanto alla crescente proporzione degli esaminati che in passato avevano già aderito allo screening (una popolazione con una prevalenza di lesioni inferiore rispetto ai soggetti al primo episodio di screening), la pandemia ha influito negativamente anche sull’adesione alla colonscopia di approfondimento, particolarmente nelle regioni del Centro e Sud, con un riflesso negativo sul tasso di lesioni identificate in quegli anni. D’altro canto, in situazioni di bassa adesione non si possono escludere fenomeni di auto selezione di aderenti a maggior rischio di malattia. Infine, è da considerare anche la difficoltà di recupero delle informazioni relative alla casistica.
Tabella 2. Risultati dei programmi con ricerca del sangue occulto fecale per macroarea. Età 50-69 anni. Periodo 2020-2024
La proposta di screening nei soggetti con più di 70 anni
Sia le Raccomandazioni del Consiglio d’Europa del 2003 sia quelle più recenti del 2022 e le Linee guida ministeriali indicano come target per i programmi di screening colorettale la fascia di età compresa tra i 50 e i 74 anni. L’estensione dello screening ai 70-74enni viene indicata anche nel Piano nazionale prevenzione (Pnp) 2020-2025. Nella maggior parte delle regioni italiane, tuttavia, la fascia oggetto della proposta di screening si limita ai 50-69enni, ma sta aumentando la quota di programmi in cui la proposta si rivolge anche a soggetti di età superiore. È da tenere infine presente che le regioni in piano di rientro non possono estendere le attività oltre quelle consentite dal Lea, di fatto venendo meno alle indicazioni del Pnp 2020-2025 e del Piano oncologico nazionale (Pon) 2023-2027.
Anche questa attività ha risentito degli effetti della pandemia da Covid-19. Infatti, rispetto al 2019, quando erano stati invitati 430.748 soggetti, si è osservata nel 2020 una riduzione importante, seguita da una ripresa nel 2021 che è proseguita nel 2022 e nel 2023. Nel 2024, in lieve aumento rispetto al 2023, sono stati invitati 543.163 soggetti con più di 70 anni (pari al 6,8% del volume complessivo degli inviti a livello nazionale). La maggior parte dell’attività sui soggetti con più di 70 anni è stata svolta in Lombardia (227.774 invitati, pari al 41,9% del totale nazionale di inviti tra gli ultrasettantenni), nel Lazio (138.462, 25,5%) e in Campania (62.766, 11,6%). Altre regioni che hanno invitato soggetti in questa fascia d’età sono la Liguria (31.034, 5,7%), Umbria (20.332, 3,7%), Veneto (21.639, 4,0%), Friuli Venezia Giulia (19.527, 3,6%), Toscana (14.539, 2,7%), Basilicata (3.910, 0,7%) e Valle d’Aosta (2.298, 0,4%).
Risulta interessante notare come la copertura in questa fascia d’età sia piuttosto alta, soprattutto in alcune regioni, raggiungendo il 67,6% in Friuli Venezia Giulia, il 55,7% in Lombardia, il 42,6% in Valle d’Aosta e il 41,1% in Umbria. A fronte di un numero importante di inviti, la copertura nel Lazio rimane piuttosto bassa (25,7%).
Complessivamente hanno aderito all’invito 241.447 ultra70enni, corrispondendo a un’adesione corretta del 45,8%, più alta al Nord (59,6%), seguita dal Centro (31,3%) e dal Sud e Isole (21,3%). Nei 24.879 soggetti al primo episodio di screening la positività al sangue occulto è stata del 9,1%, il tasso di identificazione di carcinoma del 4,0 per 1.000 e il tasso di adenomi avanzati dell’11,3 per 1.000 esaminati. Nei 216.568 soggetti a un episodio di screening successivo al primo, la positività al sangue occulto è stata del 5,9%, mentre i tassi di identificazione di carcinoma e adenoma avanzato sono stati rispettivamente pari a 1,6 e 6,0 per 1.000 esaminati. Complessivamente sono stati diagnosticati 436 carcinomi e 1.576 adenomi avanzati.
Lo screening colorettale nella popolazione migrante
Si riporta di seguito un approfondimento sui volumi di attività che hanno interessato la popolazione proveniente da Paesi a forte pressione migratoria (Pfpm). I dati derivano da una survey ad hoc che, a partire dal 2023, è diventata obbligatoria e che pertanto ha raggiunto una copertura molto alta, tanto da restituire quasi integralmente il quadro nazionale (111 programmi su 115), con pochi programmi che non sono riusciti a fornire il dato, prevalentemente localizzati al Sud.
Complessivamente gli inviti a persone provenienti da Pfpm sono stati 676.086 (Tabella 3), pari all’8,6% del totale degli inviti dei programmi che hanno fornito questi dati. Al Nord tale valore è più elevato (11,9%) rispetto alle Regioni del Centro (7,3%) e del Sud e Isole (4,3%).
Con 177.397 rispondenti, l’adesione della popolazione Pfpm (Tabella 3) ammonta al 28,5% (dato nazionale), rispetto al 36,9% degli italiani e delle persone provenienti da Paesi a sviluppo avanzato (Psa). Dall’analisi per macroarea, emerge come il gradiente Nord-Sud nel dato di adesione corretta, riscontrato nel totale della popolazione, sia presente anche tra i Pfpm. Tuttavia, è interessante notare come nelle regioni del Centro e del Sud e Isole la differenza nel dato di adesione tra popolazione proveniente da Psa e da Pfpm si attesti al di sotto del 10%, diversamente da quanto riscontrato al Nord dove la distanza raggiunge i 17 punti percentuali (Tabella 3 e Figura 2). Per classe d’età, l’adesione corretta all’invito tra i Pfpm risulta meno associata all’aumentare dell’età di quanto non si osservi per i Psa (Tabella 4). Di conseguenza, la differenza tra l’adesione nei Pfpm e nei Psa aumenta progressivamente con l’aumentare dell’età.
Tabella 3. Invitati* e aderenti* allo screening colorettale nella popolazione 50-69 anni proveniente da Paesi a forte pressione migratoria (Pfpm) e da italiani e provenienti da paesi a sviluppo avanzato. Dati relativi ai soli programmi che hanno fornito informazioni sulla popolazione migrante. Anno 2024
*Dati relativi ai soli programmi che hanno fornito informazioni sulla popolazione migrante. Anno 2024
Nella popolazione appartenente a Pfpm, la partecipazione allo screening risulta stabilmente più alta nelle donne (32,0%) rispetto agli uomini (23,8%). I valori di adesione per sesso sono in linea con quelli osservati nel totale degli invitati, con un marcato gradiente Nord-Sud (Figura 3).
Tabella 4. Adesione corretta (%) all’invito per lo screening colorettale di persone da Pfpm e di italiani o persone da Psa per fasce di età
Figura 2. Adesione (%) allo screening colorettale nella popolazione Pfpm e da italiani e provenienti da Psa per macroarea. Anno 2024
Figura 3 Adesione (%) allo screening colorettale nella popolazione Pfpm e Psa stratificato per genere e macroarea. Anno 2024
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