Lo screening della mammella visto da "Passi"

Sulla base dei dati raccolti dal sistema di sorveglianza Passi, si stima che in Italia nel 2014-2017 il 73% delle donne 50-69enni abbia eseguito una mammografia preventiva nel corso dei precedenti due anni. La copertura complessiva all’esame raggiunge valori più alti al Nord (83%) e al Centro (79%) ed è significativamente più bassa al Sud e nelle Isole (59%), con significative differenze a livello delle Regioni (range: 48% Campania - 89% P.A. Trento) (Figure 1 e 2).

Il sistema Passi informa sulla copertura complessiva al test, comprensiva sia della quota di donne che ha eseguito l’esame all’interno dei programmi di screening organizzati o di altre offerte gratuite delle Asl sia di quella che lo ha eseguito al di fuori (vedi nota).

La percentuale di mammografie eseguite al di fuori dei programmi di screening organizzati è rilevante, ma inferiore a quella presente nello screening cervicale: a livello nazionale si stima infatti che circa una donna su cinque (19%) abbia eseguito la mammografia come prevenzione individuale rispetto a una donna su tre dello screening cervicale (34%). Sono presenti significative differenze tra le Regioni (range: 6% Basilicata - 33% Puglia) (Fig. 3).

Figura 1 
Mammografia eseguita negli ultimi 2 anni (%). Donne 50-69enni, Passi 2014-2017  (n. 27.857)

Figura 2
Mammografia eseguita negli ultimi 2 anni (%). Donne 50-69enni, Passi 2014-2017 (n. 27.857)

Figura 3
Mammografia eseguita negli ultimi 2 anni (%). Donne 50-69enni, Passi 2014-2017 (n. 27.857)


* Regioni che non hanno aderito con un campione regionale, il dato della Lombardia si riferisce al periodo 2014-2016.

Nel periodo 2008-2017 la copertura della mammografia preventiva è in lieve aumento (Figura 4). Questa crescita è risultata statisticamente significativa in tutte le ripartizioni geografiche, molto più evidente nelle regioni del Sud con una conseguente riduzione del differenziale rispetto al Nord e al Centro (Figura 5) che comunque rimane rilevante.
È in lieve aumento la copertura all’interno dei programmi di screening e appare stabile quella al di fuori. L’andamento all’interno dei programmi di screening mostra una significatività sul piano statistico.

Figura 4
Mammografia eseguita negli ultimi 2 anni all’interno o al di fuori dei programmi organizzati (%). Donne 50-69enni, Passi 2014-2017 (n. 27.857)


* p-value<0,05
 

Figura 5
Mammografia eseguita negli ultimi 2 anni per ripartizione geografica (%). Donne 50-69enni, Passi 2014-2017 (n. 27.857)


* p-value<0,05

Nella fascia pre-screening il 64% delle donne con 40-49 anni ha riferito di aver effettuato una mammografia preventiva almeno una volta nella vita (52% nelle 40-44enni e 76% nelle 45-49enni). Il 32% ha dichiarato, invece, di averla eseguita nell’ultimo anno (25% nelle 40-44enni e 39% nelle 45-49enni).
Analizzando il ricorso alla mammografia per singolo anno di età si nota che dopo i 45 anni la percentuale di chi ha riferito una mammografia nell’ultimo anno si alza in modo evidente in Piemonte e soprattutto in Emilia-Romagna, Regioni che hanno esteso lo screening anche alla fascia 45-49 anni (Figura 6).

Figura 6
Mammografia eseguita nell’ultimo anno (%). Donne 40-49enni, Passi 2014-2017 (n. 27.857)

La copertura alla mammografia preventiva mostra diversi differenziali demografici e socio-economici (Figura 7), che sono tutti significativi anche all’analisi multivariata che corregge l’effetto delle singole variabili.
In particolare la copertura è significativamente maggiore nelle donne 50-69enni, in quelle coniugate o conviventi, in quelle con un livello d’istruzione più elevato e in quelle senza difficoltà economiche riferite.
La copertura è inoltre più alta tra le donne italiane o provenienti da altri Paesi a sviluppo avanzato (Psa) rispetto alle straniere provenienti da Paesi a forte pressione migratoria (Pfpm)

Figura 7
Copertura alla mammografia preventiva entro i tempi raccomandati per caratteristiche socio-demografiche - Donne 50-69enni (%) Passi 2014-2017 (n. 27.857)

Se analizziamo separatamente questi differenziali demografici e socio-economici nella copertura agli esami per le donne che hanno eseguito la mammografia nei programmi di screening organizzati, o di altre offerte gratuite delle Asl (Figura 8), da quelli osservabili nelle donne che l’hanno eseguita al di fuori (screening spontaneo), registriamo più forti disequità in questo secondo gruppo (Figura 9), dove sono molto più evidenti le differenza di copertura per cittadinanza, istruzione e difficoltà economiche riferite.

Figura 8 
Copertura alla mammografia preventiva entro i tempi raccomandati eseguita all’interno dei programmi di screening organizzati per caratteristiche socio-demografiche - Donne 50-69enni (%) Passi 2014-2017  

Figura 9 
Copertura alla mammografia preventiva eseguita entro i tempi raccomandati fuori dagli screening organizzati, per caratteristiche socio-demografiche - Donne 50-69enni (%) Passi 2014-2017 

L’analisi dei trend temporali 2008-2017 non mostra riduzioni nei differenziali di copertura per livello di istruzione, mentre sembra evidenziarsi un leggero miglioramento in quella delle donne che riferiscono molte difficoltà economiche (figure 10 e 11).

Figura 10 
Copertura al test preventivo per livello di istruzione (%) Donne 50-69enni .Passi 2008-2017

Figura 11 
Copertura al test preventivo per difficoltà economiche (%) Donne 50-69enni. Passi 2008-2017

Nota

La stima della copertura dentro e fuori dai programmi di screening organizzati è stata effettuata mediante un indicatore proxy sull’aver pagato o meno l’esame. Per pagamento si intende sia quello relativo al costo completo dell’esame che quello del solo ticket. L’utilizzo di questo indicatore può comportare una leggera sovrastima della copertura effettuata all’interno dei programmi principalmente per tre motivi:
1. alcune donne effettuano l’esame gratuitamente anche al di fuori dei programmi di screening organizzati (ad esempio in base all’articolo 85 della legge 338/2000 - finanziaria 2001)
2. alcune donne non ricordano esattamente la data di esecuzione (effetto telescopico)
3. le rispondenti all’intervista effettuano probabilmente la mammografia in percentuale maggiore rispetto alle non rispondenti.