Dati di attività dal 2019 al 2024
I dati di attività del 2024 confermano il trend di ripresa osservato nel 2023, dopo la sospensione delle prestazioni nei mesi di marzo e aprile 2020 in seguito all'pandemia di Covid-19. Si osserva infatti un ulteriore incremento del numero di donne invitate, aderenti all’invito e che hanno eseguito un esame di screening con Pap test o test Hpv nella fascia d’età 25-64 anni (Tabella 1).
Il numero delle donne invitate ed esaminate supera i livelli pre-pandemia del 2019, così come l’adesione.
Considerando l’adesione per classi di età, nel 2024 rispetto al 2019 si osserva un aumento nella fascia 45-64 anni e un recupero anche nella fascia più giovane (25-34 anni), che torna a livelli analoghi (35,8% vs 36,2%), dopo la flessione osservata nel 2023 (Tabella 2).
Tabella 1. Donne che hanno fatto effettuato un Pap test o test Hpv di screening e adesione corretta all’invito. Periodo 2019-2024
Tabella 2. Adesione all’invito allo screening cervicale per fasce di età*. Periodo 2019-2024
*Sono incluse solo le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni per cui è disponibile l’informazione sulle classi di età
Screening con Hpv come test primario nelle donne di 30-64 anni di età
Nel 2024 si conferma, come nel 2023, un incremento progressivo del numero di programmi di screening che utilizzano la ricerca del Dna di tipi “ad alto rischio” di Papilloma virus umano (Hpv) come test primario di screening (93 programmi attivi rispetto agli 85 del 2023). Nel 2024 il test Hpv è stato utilizzato in tutte le regioni italiane a esclusione della Sardegna e la conversione da Pap test a test Hpv, raccomandata dal ministero della Salute nel 2013, è ormai prossima al completamento: nel 2024, infatti, il 78,7% delle donne è stato invitato allo screening con test Hpv su scala nazionale, in aumento rispetto al 71,3% del 2023 (Tabella 3).
Si mantengono importanti differenze tra le aree geografiche. Nel Nord la conversione è ormai consolidata: nel 2024, l’86,7% delle donne è stato invitato a screening con test Hpv, rispetto al 79,5% del 2023. Anche il Centro raggiunge l’83,2% nel 2024 rispetto all’80,3% del 2023. Il Sud e le Isole registrano un forte incremento, ma si mantengono ancora a un livello inferiore rispetto alle altre aree, con il 64,9% delle donne invitate a screening con Hpv nel 2024 (vs 56,4% nel 2023 e 39,1% nel 2022).
Nel 2024 in Italia 93 programmi hanno invitato complessivamente 3.190.938 donne; il 42,6% ha aderito all’invito; la positività del test Hpv si mantiene stabile, con un valore medio del 7,7% a livello nazionale (Tabella 3, Figura 1).
Tabella 3. Introduzione del test per la ricerca del Dna del Papilloma virus umano (Hpv) come test di screening
§Tra tutte le invitate a screening cervicale
Figura 1. Percentuale di donne invitate a screening con ricerca Hpv come test primario complessivo e per macroarea geografica. Periodo 2013-2024
Relativamente alla raccolta dati per coorti di invito, per il periodo 2013-2023, che tiene conto del completamento di tutti il percorso compresa quindi la rilevazione delle performance delle donne inviate a ripetizione a un anno, si osserva un progressivo aumento del numero di programmi che vi contribuiscono, un incremento delle donne invitate e di quelle che effettuano un test Hpv come test di screening primario (Tabella 4).
Nel 2023 in Italia sono state invitate complessivamente 2.843.312 donne e 1.214.079 hanno effettuato l’esame; il 42,2% ha aderito all’invito, in aumento rispetto all’anno precedente. La positività del test Hpv è del 7,6%, in diminuzione. L’adesione all’invito alla ripetizione si mantiene elevata intorno al 78%, anche se in lieve calo. Il tasso di invio in colposcopia (invio immediato + invio dopo ripetizione) si attesta al 4,6%, in linea con gli anni precedenti; l’adesione alla colposcopia è in aumento con un dato del 92,9% (quasi 3 punti in più).
Il numero di lesioni con istologia CIN2+ individuate ogni 1000 donne che hanno effettuato lo screening è del 8,2‰, in crescita.
Il numero totale di lesioni CIN2+ individuate (5.952) è in aumento, confermando il trend di recupero della capacità diagnostica post-pandemia.
Tabella 4. Programmi attivi con Hpv test primario di screening: dati per coorti di invito. Periodo 2013-2023
*Il denominatore della DR è inferiore rispetto al numero di test effettuati presenti in questa tabella perché hanno fornito i dati per questo indicatore un numero inferiore di programmi rispetto a quello dei test effettuati
La distribuzione per età delle donne che hanno effettuato un test (Tabella 5) mostra variazioni nella proporzione di donne screenate nei diversi anni e riflette l’aumento nel 2021 e 2022 del numero dei programmi che hanno invitato a test Hpv, dando priorità di invito ed esame alle donne prossime all’ultimo invito nello screening.
Tabella 5. Donne screenate con test Hpv per fasce di età*. Periodo 2017-2024
*I dati suddivisi per fasce d'età non sono stati forniti da tutti i programmi
Screening con Pap test come test primario nelle donne di 25-34 anni di età
Come precedentemente descritto, la conversione da Pap test a test Hpv, raccomandata dal ministero della Salute nel 2013, è ormai prossima al completamento dal 2022 e nel 2024 il test Hpv è stato utilizzato in tutte le regioni italiane a esclusione della Sardegna.
Quindi in questa sezione, come per l’anno scorso, nell’analisi degli indicatori dello screening cervicale con Pap test verranno riportati esclusivamente i dati dei programmi che avendo completato il passaggio a test Hpv per le donne 30-64 anni hanno invitato a Pap test primario solo le fasce di età 25-34 anni nel periodo di attività 2022-2024, indipendentemente dallo stato vaccinale.
In quest’analisi abbiamo incluso 132.306, 157.027 e 143.155 donne di 25-34 anni che hanno effettuato un Pap test di screening, rispettivamente in 70 programmi nel 2022, 79 programmi nel 2023 e 84 programmi nel 2024. L’aumento del numero dei programmi inclusi in questa rilevazione è conseguenza dell’incremento del numero di programmi che nel 2024 hanno completato la transizione da Pap test ad Hpv test e in cui più del 90% delle donne invitate a effettuare un Pap test erano in fascia di età 25-34 anni.
Bisogna considerare l’indicazione dell’Osservatorio nazionale screening (Ons) di posticipare direttamente a 30 anni l’invito allo screening per le donne vaccinate contro Hpv con due dosi di vaccino somministrate entro i 15 anni. La riduzione del numero di donne invitate è una conseguenza dell’implementazione progressiva di tale posticipo per le donne vaccinate. Nel 2024, infatti, 54 programmi su 110 hanno dichiarato di aver effettuato il posticipo degli inviti. La proporzione di donne vaccinate invitate, rispetto alla popolazione residente vaccinata (secondo i dati dichiarati dalle regioni), è diminuita dal 62% nel 2021 al 30% nel 2024. Al contrario, la quota di donne non vaccinate invitate è rimasta sostanzialmente stabile, passando dal 64% al 62%.
Nel 2024 nelle donne 25-34 anni invitate a effettuare un Pap test primario di screening si osservano (Tabella 6): un’adesione all’invito del 34,6% in aumento rispetto al 2023 (31%); una proporzione di test inadeguati dell’1,8%, in leggero aumento rispetto al 2023, ma comunque entro il livello desiderabile <5% degli standard Gisci; una proporzione di donne inviate in colposcopia del 6,2% stabile rispetto al 2023 e un’adesione tra le donne inviate in colposcopia per qualunque alterazione citologica (colposcopia per ASCUS+) in riduzione all’87,5%. Se si considerano le donne inviate in colposcopia che presentavano alterazioni citologiche più gravi (invio in colposcopia per HSIL+) l’adesione all’esame di approfondimento sale al 93,4% circa. Il numero delle lesioni CIN2+ individuate ogni 1000 donne è di 6,4, stabile rispetto al 2023. La probabilità per una donna inviata in colposcopia di avere effettivamente una lesione che richiede un trattamento (lesioni con istologia CIN2+) (Valore predittivo positivo, VPP) è stabile all’11,8%. Si osserva una lieve riduzione del numero di colposcopie necessarie per diagnosticare una lesione CIN2+.
Tabella 6. Principali indicatori dello screening con Pap test e adesione agli standard di qualità nelle donne di 25-34 anni di età
*Il denominatore del tasso di identificazione (DR per 1000) è inferiore rispetto al numero di screenate presenti in questa tabella perché hanno fornito i dati per questo indicatore un numero inferiore di programmi rispetto a quello delle screenate.
Quando consideriamo la suddivisione per area geografica (Tabella 7) si osserva una proporzione maggiore di esami inadeguati nel Sud e Isole in aumento (circa il 3%, comunque entro il livello desiderabile <5% degli standard Gisci), una proporzione di donne inviate in colposcopia maggiore al Nord e un’adesione alla colposcopia più elevata sia per citologia ASCUS+ o HSIL+ al Centro. Il numero di lesioni CIN2+ individuate ogni 1.000 donne è superiore al Nord. Il numero di colposcopie necessarie per individuare la presenza di istologia CIN2+ è maggiore al Sud e Isole e, coerentemente, la probabilità di avere una lesione con istologia CIN2 o più grave (CIN2+) tra le donne che hanno fatto una colposcopia per citologia ASCUS+ è inferiore. La minore performance diagnostica nelle regioni del Sud e Isole potrebbe essere anche legata alla ridotta adesione agli approfondimenti diagnostici. Non c’è dubbio che in queste regioni vada posta maggiore attenzione su questa criticità adottando modelli organizzativi più efficienti e promuovendo azioni volte a facilitare la partecipazione dal punto di vista comunicativo.
Tabella 7. Screening con Pap test. Principali indicatori per area geografica
L’andamento nella popolazione migrante
Ben 20 Regioni/Province Autonome su 21 (la Basilicata non ha prodotto il dato) hanno fornito i dati relativi al 2024 per le donne provenienti da Paesi a forte pressione migratoria (Pfpm).
Complessivamente il 96% dei programmi (105/110) ha fornito dati utili per l’analisi, per un totale di 507.151 donne provenienti da Pfpm invitate allo screening nel 2024: 46 programmi al Nord (326.575 donne), 28 al Centro (102.578 donne), 31 al Sud e Isole (77.998 donne). Si osserva quindi un ulteriore aumento dei dati forniti dai programmi rispetto al 2023.
Considerando i programmi che hanno riportato la popolazione bersaglio annua per le donne Pfpm, l’estensione degli inviti risulta del 109%, in aumento rispetto al 2023 (99,5%). L’estensione, come già nel 2023, si mantiene inferiore al Sud e Isole (89,4%). L’elevata estensione indica che le donne presenti nelle liste anagrafiche vengono correntemente invitate. L’adesione aggiustata (Figura 2, Tabella 8) per le donne Pfpm media italiana è del 35,8%, più elevata al Nord (38,5%) rispetto al Sud e Isole (24,5%) e al Centro (35,9%). Dal confronto con i dati sulle donne provenienti da Paesi a sviluppo avanzato (Psa) riportato dagli stessi programmi, l’adesione è mediamente inferiore di circa 7 punti percentuali, in linea rispetto ai 6 punti percentuali dell’anno precedente. La differenza di adesione è maggiore al Sud e Isole (11 punti percentuali), e al Nord (10 punti percentuali). Considerando le diverse classi di età, la differenza di adesione è maggiore tra le donne con più di 55 anni (Tabella 9), così come nel 2023.
Figura 2. Adesione allo screening cervicale nelle donne provenienti da Pfpm e Psa complessive e per macroarea geografica. Anno 2024
Tabella 8. Invitate e aderenti allo screening cervicale nella popolazione proveniente da Paesi a forte pressione migratoria (Pfpm) e da italiani e provenienti da Paesi a sviluppo avanzato (Psa). Dati relativi ai soli programmi che hanno fornito informazioni sulla popolazione migrante. Anno 2024
Tabella 9. Adesione (%) allo screening cervicale nelle donne provenienti da Pfpm e Psa per fasce di età